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Fusione Telecom-Telefonica: Berlusconi si dice favorevole al libero mercato

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Il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero con Silvio Berlusconi

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di ritorno dalla visita in Medio Oriente, si è detto oggi favorevole alla fusione tra Telecom Italia e la compagnia spagnola Telefonica.

“Non ho avuto ancora sul tavolo alcuna proposta, nessun progetto, come abbiamo già avuto modo di far sapere”, ha detto Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
“Per quanto riguarda la sostanza, ricordo che siamo un governo liberale; e viviamo,crediamo sia giusto così, in un’economia di libero mercato“, ha aggiunto il premier.
Proprio due giorni fa Palazzo Chigi aveva smentito la notizia sul via libera riguardo alla fusione tra le due aziende, ma dopo le dichiarazioni di Berlusconi molti trader percepiscono una possibile apertura sulla vicenda.

Nel corso degli ultimi due anni le azioni della maggiore compagnia telefonica italiana hanno subito pesanti deprezzamenti, e le due principali banche azioniste (Mediobanca e Intesa Sanpaolo) hanno intenzione di dismettere la propria partecipazione nella società.
L’esecutivo, nonostante le facili esternazioni sul libero mercato, vuole mettere dei “paletti“: controllo agli spagnoli e gestione e sviluppo della rete all’Italia, partecipazione attiva dei soci italiani (Generali, Mediobanca,Intesa) nelle scelte dell’azienda, a partire dal Consiglio di amministrazione, e infine la costituzione di una società ad hoc per la gestione della rete, affidata al management italiano.
Infatti, la rete Telecom-Italia è l’infrastruttura strategica che rappresenta il valore principale dell’azienda guidata da Franco Bernabè.

Cesar Alierta, il presidente della compagnia telefonica spagnola, intende mettere sul tavolo delle trattative – se Palazzo Chigi darà l’avallo finale – un percorso di questo tipo: costituire una holding (Telecom Europa) che controllerà le due società.
Criteria (finanziaria controllata dal gigante bancario Caja Ahorros), secondo azionista di Telefonica con il 5,1% – il primo è il Banco Bilbao con il 5,3% – si fonderà con Telco (controllata italo-spagnola con la partecipazione di Telefonica e dei soci di Telecom), per costituire il centro di comando di Telecom Europa.

Nel frattempo l’Asati, l’associazione dei piccoli azionisti della compagnia telefonica di bandiera, si dichiara “nettamente contraria” a una possibile fusione, poichè gli azionisti di minoranza “potrebbero subire ulteriori penalizzazioni“, visto che le gestioni precedenti hanno avuto tutte lo stesso comportamento di impoverire l’azienda.

Ivan Rocchi