Gli alunni brillanti hanno più probabilità di soffrire un disturbo bipolare

Le giovani menti brillanti hanno una possibilità quattro volte maggiore di sviluppare un disturbo bipolare in età adulta, secondo uno studio realizzato dall’investigatore James MacCabe, del King’s College di Londra, al quale ha collaborato l’istituto Karolinska di Svezia e che pubblica il“British Journal of Psychiatry”.
Il gruppo di ricerca ha analizzato i risultati degi esami obbligatori di fine corso realizzati da più di 700.000 adolescenti svedesi di 15 e 16 anni tra il 1988 e il 1997, e i ricoveri negli ospedali dovuti a un trastorno bipolare di appartenenti allo stesso gruppo tra i 17 e i 31 anni.
I risultati dello studio mostrano che gli studenti che hanno ottenuto il più alto punteggio nelle prove, specialmente nelle materie umanistiche-come musica e lingua svedese- e in misura minore in scienzia, corrono un rischio quattro volte maggiore di sviluppare un trastorno bipolare di alunni con un risultato mediocre.
Secondo quando scoperto dagli investigatori, questo sarebbe dovuto al fatto che le persone con disturbo bipolare sperimentano periodi di depressione seguiti da periodi di euforia, duranti i quali aumenta la loro capacità di concentrazione, la creatività e l’emotività. Che si traduce, a sua volta, si traduce in un maggior talento musicale, artistico e letterario.
Queste caratteristice cognitive spiegherebbero perchè gli studenti con maggior predisposizione a sviluppare questa malattia ottengano un risultato migliore nelle materie più creative. “Senza dubbio- ha sottilineato il dottor MacCabe- anche se gli alunni con un puntaggio più alto hanno più probabilità di sviluppare un disturbo bipolare, dobbiamo ricordare che la maggior parte hanno una buona salute mentale”.
Il disturbo bipolare, conosciuto anche come trastorno bipolare affettivo, è una malattia caratterizzata dal cambio improvviso dello stato d’animo. La persona che soffre di questo disturbo passa dalla allegria alla tristezza in maniera molto più improvvisa, alternando momenti di profonda depressione a momenti di eccessiva euforia.
Annastella Palasciano