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Idv:”no a legittima impunità”. Casini: “meglio sporcarsi le mani”

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Animi accesi alla camera dei deputati ieri pomeriggio dopo l’approvazione del disegno di legge sul legittimo impedimento che sospenderebbe per 6 mesi (reiterabili sino a 18) i processi che vedrebbero imputati il presidente del Consiglio e i suoi ministri (esclusi quindi i processi  in cui sono parte offesa). Ora il provvedimento passa all’esame del Senato. Dopo la votazione finale di ieri sul legittimo impedimento a Montecitorio è scoppiata la bagarre. Mentre il vice presidente Antonio Leone proclamava il risultato della votazione, i deputati dell’Idv hanno manifestato il loro dissenso, innalzando cartelli con scritte: «Casa di intoccabili», «Legittimo impedimento, legittima impunità», «La casta esulta, l’Italia affonda». Mentre Leone richiamava all’ordine e chiedeva ai commessi di ritirare i cartelli, i deputati del pdl e della Lega hanno cominciato a lanciare palle di carta e a urlare in coro: «Contrada, Contrada!», e poi «Vergogna, vergogna!». La calma è tornata solo quando si è passati all’esame sul decreto sull’amministrazione della giustizia.

La rapida approvazione del disegno di legge a Montecitorio è scaturita da un rallentamento dell’iter legislativo sul processo breve per favorire la discussione in commissione. Questa contropartita avrebbe convinto l’Udc, nella persona del vicecapogruppo Udc alla Camera Michele Vietti ad avanzare la proposta di legge, insieme al capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa.

In un intervista al Corriere della Sera, Pier Ferdinando Casini ha dichiarato che l’Udc ha scelto “di sporcarsi le mani” sostenendo il provvedimento sul legittimo impedimento, cosa che dovrebbe “togliere al governo l’alibi della persecuzione di Berlusconi”. Il leader dell’Udc ha poi aggiunto: “In politica bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, anche scegliendo il male minore. Noi lo abbiamo fatto, ci siamo sporcati le mani. Altri hanno cercato di salvarsi la coscienza facendo le anime belle…”, sottolinea Casini, “la nostra scelta nasce dal senso di responsabilità, dalla coerenza con la nostra storia, e dalla convinzione che sia giunta l’ora di togliere al governo l’alibi della persecuzione di Berlusconi” e sgombrare “il campo dal macigno del problema giustizia del premier, non si fa alcuna riforma e non si costringe il governo a rispondere al Paese”.

Il leader centrista puntando sulla pragmaticità, mette però da parte la coerenza politica e i principi che han caratterizzato sin ora la battaglia dell’opposizione parlamentare, di cui è parte anche l’Udc, contro le leggi ad personam a favore del premier.

Inoltre quest’oggi il ministro della giustizia Angelino Alfano incalza sul tema della giustizia. Il guardasigilli, difende a spada tratta il provvedimento sul legittimo impedimento che tutelerebbe “il diritto a governare da parte di chi ha vinto le elezioni partendo non da un privilegio ma da un legittimo diritto a sottoporsi al processo senza che questo gli impedisca di governare”.

Alfano ha poi sostenuto che per lo “scudo” alle più alte cariche dello Stato attraverso legge costituzionale “non passerà molto tempo”.  Il ministro replica così alla richiesta del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che lo aveva invitato ad optare per un lodo costituzionale, piuttosto che per una legge ordinaria.  “Stiamo valutando il da farsi. Il legittimo impedimento postula l’esistenza di una iniziativa, e ieri la Camera ha votato un ordine del giorno che impegna il governo a conseguire questa scelta. Questa è la direzione scelta. Stiamo ancora valutando in sede politica. Per la decisione non passerà lungo tempo”.

Daniele Vacca