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Il futuro della musica è liquido

Il web sta ormai diventando il vero e reale luogo di scambio del prodotto musicale tra utente finale ed artista, quasi ad annullare i confini tra le due variabili dell’equazione.
La grande forza della rete è proprio quella di non mettere filtri tra chi crea e chi fruisce, quindi niente più intermediazione del discografico o manager di turno, e niente più filtri sul processo di creazione dell’artista. I classici canali promozionali come i network radiofonici e le televisioni musicali stanno diventando obsoleti in quanto l’ascoltatore grazie all’offerta della rete è libero di selezionare la propria musica senza dover per forza sottostare a palinsesti rigidi, ed oberati da break pubblicitari o litanie di speakers e vj.

Nello stesso tempo però vi è un problema che consiste nella monetizzazione di questa libera fruizione di contenuti musicali che avviene in rete, effettivamente priva di un sistema retributivo regolamentato e soprattutto legale. Lo streaming dei brani su portali come Youtube avviene spesso senza la delibera dell’artista stesso, e l’appropriamento dei contenuti tramite il download pirata senza alcun compenso in denaro è un’altra problematica che va risolta.
La soluzione sarebbe quella di rendere disponibile in rete solo musica digitale tutelata e messa in vendita su portali legalmente riconosciuti come il famosissimo Itunes. La presenza infatti di un ” non mercato” parallelo gratuito ed illegale – fornito dal peer to peer e dai server pirata – crea una sorta di concorrenza che va ben oltre lo sleale impedendo la crescita del mercato digitale legale stesso, sebbene quest’ultimo rispetto al mercato del cd fisico abbia prezzi socialmente accessibili a chiunque.

I server pirata che fanno da ponte tra i computer che si scambiano files dovrebbero essere ritenuti responsabili di ciò che transita al loro interno, in questo modo si impedirebbe la condivisione su scala globale limitando le responsabilità ai singoli utenti che sarebbero costretti a condividere direttamente il materiale illegale con le dovute conseguenze. Purtroppo spesso questi servers sono in paesi stranieri extra europei dove è difficile monitorare e controllare questo tipo di attività, ma la collaborazione tra nazioni diventa ogni anno sempre più agile e potrà presto agire di conseguenza. In Europa la Francia è in pole position per quanto riguarda la lotta alla pirateria. Sarkozy – forse caldeggiato dalla propria consorte Carla Bruni , cantautrice e diretta interessata – ha più volte tentato di imporre leggi restrittive che però spesso ledono il diritto alla privacy; sebbene l’illegalità sia palese non è così semplice limitarla.

Comunque sia, in America il mercato digitale online aumenta del 13% ogni anno, mentre quello del mercato fisico diminuisce annualmente del 14%. E’ assolutamente palese che il futuro sarà musicale sarà liquido, mentre il cd fisico probabilmente diventerà un oggetto da collezione.

P.B.