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La questione Campania: divergenze tra Pd e Italia dei Valori

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Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e candidato Pd alle prossime regionali in Campania

Antonio Di Pietro nutre seri dubbi sulla candidatura di Vincenzo De Luca a futuro governatore della regione Campania. Il sindaco di Salerno conta già sull’appoggio del suo partito – il Pd – che ha deciso di sostenerlo alle prossime elezioni regionali, ma ha pendenti sulla sua testa due processi. Un appoggio ad un candidato del genere sarebbe seriamente compromettente per un partito come l’Idv, che ha sempre fatto del giustizialismo una delle sue carte forti.

De Luca, infatti, è stato rinviato a giudizio nel 2008 insieme a 47 persone per associazione a delinquere, accusata di concussione, truffa e associazione a delinquere a proposito di vari maneggi urbanistici per un parco marino, il Sea Park. Nel 2009, ossia l’anno scorso, altro rinvio a giudizio con tredici persone per truffa e falso a proposito della delocalizzazione delle manifatture cotoniere meridionali in una zona nuova, la zona industriale nuova di Salerno.

Niente di personale dunque per Di Pietro, ma una chiara questione di coerenza: “Sull’appoggio o meno alla candidatura di De Luca in Campania non ci dormo la notte. Non so davvero cosa fare, ve lo dico con il cuore in mano…”. Questa è stata la confessione che il  leader dell’Italia dei valori ha fatto stamane ai microfoni di Repubblica Tv.

Di gran lunga preferibile, secondo Di Pietro, sarebbe una candidatura di Luigi De Magistris: “[…] ho chiesto a De Magistris se avesse mai lui l’intenzione di candidarsi – ha affermato l’ex Pm – che credete che non ci abbia pensato? Il fatto è che lui fa grosse resistenze perchè dice di essere appena stato eletto in Europa. È stato eletto come presidente di una delle commissioni più importanti [la commissione di controllo Bilancio dell’Ue, ndg], come fa ad andarsene via ora?”.

Decisamente d’accordo con Di Pietro è il giornalista Marco Travaglio, che prima ad Annozero ha attaccato il segretario del Pd Pierluigi Bersani per questa candidatura, e poi ha tuonato sullo stesso argomento dalle pagine de Il fatto quotidiano e dal blog di Beppe Grillo, all’interno della sua rubrica settimanale “Passaparola”.

Secondo il noto giornalista la candidatura sarebbe un assist al Pdl, che con la nomina di Stefano Caldoro (subentrato nel ruolo a Nicola Cosentino, anche lui al centro di diverse indagini) ha puntato su un candidato incensurato. Al contrario, la candidatura di De Luca costituisce per il Pd un peggioramento rispetto al passato: “Bassolino – ha affermato Travaglio – ha un processo per truffa e, al suo posto, candidano Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno, che ha due processi e due rinvii a giudizio. È già in Tribunale ma ne ha due di processi, mentre Bassolino solo uno. Sempre meglio, no?”

Un’altra annosa questione per il Pd, dopo le polemiche per l’appoggio alla candidatura di Emma Bonino alle prossime regionali del Lazio.

Roberto Del Bove

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