Morgan. Bersani (PD), diamogli un’altra chance

Si allarga sempre di più la polemica seguita alle dichiarazioni di Morgan, nel corso di un’intervista ad un noto settimanale, durante la quale l’ex leader dei Bluvertigo avrebbe confessato di fumare regolarmente la cocaina, utilizzandola come antidepressivo.
Oggi, a sorpresa, è intervenuto in prima persona anche Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico.
“Certamente – ha detto ai cronisti – ha dato un cattivo insegnamento, ha sbagliato, ma non possiamo massacrarlo: dobbiamo dargli un’altra possibilità“.

Sull’altro fronte politico, fin dalle prime ore, gli ex-aennini del Popolo delle Libertà erano stati i primi a reagire, con il ministro della Gioventù Giorgia Meloni che aveva dichiarato che “per molto tempo il mondo dello spettacolo, dei media, ma anche quello della politica, ha colpevolmente chiuso un occhio di fronte al messaggio che fare uso di droga era un forma di anticonformismo, che c’erano le droghe sbagliate e le droghe giuste, le droghe dei derelitti e quelle delle elites. Qualcuno si deve prendere delle responsabilità”.

La cocaina, considerata un tempo la “droga dei ricchi”, continua ad essere presente soprattutto nei piani alti dello spettacolo, della finanza e della politica (si pensi al giro di escort della “Bari-bene”, venuto alla luce la scorsa estate in seguito allo scandalo Berlusconi-D’Addario), ma le ultime indagini dimostrano come la diffusione della polvere bianca riguardi ormai molte classi sociali.
Con la tragica conseguenza che, al fine di abbassare i prezzi, molti spacciatori vendono sostanze di pessima qualità, che moltiplicano i rischi di conseguenza anche mortali per il consumatore.

Senza dubbio, però, le polemiche legate alla figura di Morgan offrirebbero all’opinione pubblica la possibilità di avviare una profonda riflessione sulle problematiche legate al mondo della droga, che, se affrontate senza penosi intenti moralisti, mostrerebbero importanti legami con gravi questioni sociali e con l’impero della criminalità organizzata.

Ma, naturalmente, è più facile liquidare la vicenda prospettando qualche urlata soluzione demagogica e magari pensando di dire che tutte le droghe sono uguali e tutte le droghe uccidono. Tabacco escluso, ovviamente.
Dimenticandosi che la marijuana uccide solo quando fa arrestare ragazzi che entrano in galera vivi e ne escono morti.