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Pd Bologna: il no all’Election Day è una scelta pilatesca

E’ stato uffcializzato stamattina, nel corso del Consiglio dei ministri, il no all’Election Day a Bologna. “Non ci sono, ai sensi di legge – ha spiegato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni – i tempi necessari perché le dimissinioni del sindaco sono arrivate oltre il termine utile. Questa decisione – ha continuato Maroni – è stata suffragata da un parere importante dell’Avvocatura dello Stato, sulla base anche di precedenti giurisprudenziali della Cassazione“.

Un “niet” categorico che non lascia sperare in capovolgimenti di fronte e che spiana la strada al commissiariamento prefettizio che nella città emiliana potrebbe partire già dal prossimo 18 febbraio.

La decisione  del Cdm ha suscitato reazioni inviperite in tutta la città.  Tra i primi a “insorgere”, c’è il segretario del Pd di Bologna, Andrea De Maria: “Il ministro Roberto Maroni – ha comunicato in una nota – dopo tante parole, che assicuravano il voto a marzo in caso di dimissioni del sindaco subito dopo l’approvazione del bilancio, cosa puntualmente avvenuta, ha messo davanti a Bologna gli interessi di parte. Questo configura – ha continuato De Maria – un atteggiamento pilatesco del governo, che prospetta addirittura un voto nel 2011; è davvero irresponsabile”.

Per il segretario dei democratici bolognesi, il Cdm “non ha voluto ascoltare una sacrosanta richiesta che era venuta dall’intera città e in particolare dalle categorie economiche, giustamente preoccupate per la prospettiva di un lungo commissariamento in un momento di crisi così difficile, come quello che stiamo vivendo”.

“La scelta del governo – ha aggiunto De Maria – rappresenta anche uno schiaffo a tutti i gruppi consiliari del Consiglio comunale di Bologna, che avevano chiesto all’unanimità di votare subito”. Per questo, ha continuato il segretario del Pd, non è possibile incassare questa decisione in modo passivo e ha esortato “tutta la città a mobilitarsi perché chi governa il nostro Paese si assuma le proprie responsabilità verso Bologna e tutti i suoi cittadini, come non ha fatto questa mattina il Consiglio dei ministri”.

A sostegno del Pd bolognese, che si è fatto portavoce della delusione collettiva, è giunta stamattina la dichiarazione di Silvana Mura, coordinatrice regionale dell’Idv, che ha definito “scandalosa” la decisione del governo di non concedere l’ Election day a Bologna: “L’Italia dei Valori – ha annunciato – si impegna a promuovere in Parlamento una legge che consenta di votare entro l’anno in corso, per eleggere il nuovo sindaco di Bologna, dopo le dimissioni di Flavio Delbono“.

Un’apertura che il partito guidato da Antonio Di Pietro ha voluto immediamente ufficializzare dopo le ultime precisazioni fornite dal ministro Maroni: “Il Parlamento – ha infatti spiegato – naturalmente è sovrano e se lo riterrà potrà approvare una modifica legislativa all’attuale normativa in materia di enti locali per far andare Bologna e altri 4 comuni, che nel frattempo si sono sciolti, a un eventuale turno supplettivo in primavera o in autunno”.

Maria Saporito

 

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