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Polemiche in Usa per la partecipazione di Obama alla Colazione di preghiera nazionale

Da tempo ormai la relazione tra il presidente Barack Obama e la stampa americana non è solo rose e fiori come durante la campagna elettorale. L’ultimo motivo di polemica è la partecipazione del presidente alla Colazione di preghiera nazionale.
Autorevoli media come “The New York Times”, “Usa Today” o la rivista web “The Huffington Post” si domandavano se fosse opportuno che il presidente Obama partecipasse all’evento. Dal 1953 questo atto è un evento sociale di primo piano a Washington, dato che riunisce nella stessa sala il presidente, membri del Congresso, diplomatici stranieri e migliaia di leaders religiosi, così come imprenditori e militari per pregare e fare colazione.
Ogni anno quest’evento passa quasi inosservato. Ma quest’anno un gruppo di attivisti di Washington ha chiesto- senza successo- a Obama e ai Congressisti di non assistere all’atto. L’origine della richiesta risiede nella dubbia identità dell’organizzatore. Una oscura rete evangelica, The Fellowship, conosciuta anche come “La Familia”, che molti accusano di essere legata alla legislazione di Uganda che chiede la prigione e la pena di morte per gli omosessuali.
Da qui le inevitabili polemiche. Melanie Sloan, direttrice del gruppo Cittadini per la Responsabilità e l’Etica in Washington, afferma dalle pagine del Huffington Post: “Nè il presidente, nè i membri del Congresso dovrebbero andare; The Fellowship ha coltivato un ramo cristiano poco ortodosso tra l’elite politica, militare ed economica degli Stati Uniti e di altri paesi.
Secondo Solan, il capo del gruppo, Doug Coe -che George W. Bush apprezzava per la sua “silenzionsa democrazia”- aveva relazioni con alcuno dei più sanguinari dittatori dell’ultimo secolo, incluso a Duvalier di Haiti,  Jonas Savimbi di Angola; Costa e Silva del Brasile o Siad Barre di Somalia.
Anche  “Usa Today”, nel suo blog “Fede e Ragione” sottolineò come  “Obama farà colazione con centinaia di persone che ogni giorno cercano di distruggere la sua agenda politica. Prendendo spunto dalle parole pronunciate da Obama durante la prima colazione di preghiera nazionale “Non importa il nostro credo, ricordiamo che non esiste una religione che includa l’odio tra i suoi principi”, il giornale si domanda “C’è qualcuno con cui non si dovrebbe pregare?