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RU486 : sulle modalità di aborto deciderà il governo

Le polemiche sulla pillola contraccettiva non si placano: dopo essere contrastatamente aprrodata in Italia, resta il grande problema di decidere come dovrà essere assunta, quali saranno i servizi ospedalieri ( o clinici) dedicati, ma nel contempo obbligatori ai quali  chi deciderà di abortire dovrà   sottostare.

Il dilemma principale si sviluppa attorno alla questione “day Hospital o ricovero?” Vale a dire che lo stato italiano non ha ancora precisato se chi abortisce deve rimanere in ospedale sotto osservazione per qualche giorno o, se in caso di  “soggetto perfetto”, con nessun problema di salute e quindi presumibilmente del tutto tollerante alla ru486, si possa effettuare il  tutto tramite day h0spital.

A questo proposito il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha fatto sapere che, una volta ‘insediato il nuovo consiglio superiore della Sanità(Lunedì ndr), il Governo si attiverà per creare delle linee direttrici sulla questione, in modo da dirimerla in breve tempo.

“Lunedì insedieremo il nuovo Consiglio Superiore di Sanità , interamente riformato e di altissimo livello qualitativo. La prima cosa che chiederò sarà una valutazione della situazione attuale e in particolare della disomogeneità a livello regionale e se e come stilare delle linee guida uniformate a livello nazionale”.

La pillola abortiva ha subìto diversi ritardi prima di poter entrare come farmaco legale in Italia. Sono stati posti, principalmente dai suoi detrattori, diversi problemi di  natura etica. La pillola è infatti utilizzabile anche dopo le prime settimane di gravidanza. In questo caso la lamentela sembra paradossale, in quanto intervenire dopo l’ottava settimana può dare luogo ad alcune complicazioni per la donna gravida, complicazioni che prima di quella data solitamente non sono presenti.Casomai, eticamente, è la stessa pratica dell’aborto a potere essere messa  in discussione; contro di essa è, naturalmente, la Chiesa Cattolica, che cerca di presevare la vita in ogni sua forma. In ogni caso è da dire che, a volte, capita di assistere a battaglie etiche distorte; se è vero che si tratta comunque dell’interruzione di una vita, alcuni tra i nemici della ru486 non sembrano minimamente chiedersi quale vita dovrà fare quel feto, nel caso divenisse un bimbo; in quale ambiente nascerà? come crescerà? chi è la madre? avrà un padre? Queste e mille altre domande dovrebbero solcare il cervello di chi, a priori, attacca la pillola abortiva, al solo scopo di poter effettuare un’analisi più completa, e quindi più concreta. Inoltre è anche da considerare il caso delle gravidanze generate da violenza sessuale, situazione in cui la donna si trova a combattere due istinti dalla potenza distruttiva: il rifiuto della creatura generata da uno stupro e l’istinto di madre. Anche questi sarebbero dati da includere nelle analisi sui pro e i contro.

Eventuali pericoli per la salute e costi elevati sono gli altri argomenti messi sul banco dagli “accusatori” del nuovo farmaco. D’altra parte, l’RU486 è stato sperimentato in diverse parti del mondo e la mortalità è stata assolutamente minima; Bisogna assolutamente ricordarsi che in linea teorica ogni farmaco presente sul mercato, pur testato nei più diversi modi, può avere attinenza con la morte di una persona. Ma questo, è un problema della farmacologia in generale, anche se definirlo “problema” risulta  probabilmente un po’ esagerato. Il fatto è che la sicurezza assoluta è impossibile da raggiungere, a causa più che altro dell’infinità varietà e variabilità delle caratteristiche del corpo umano.

In ogni caso, in attesa delle linee guida del Governo, la regione Piemonte ha lasciato “mano libera” , a seconda dei casi sulla decisione di ricoverare una paziente per alcuni giorni o “liberarla” dopo qualche ora, ovviamente mantenendo stretti contatti.

Eleonora Artesio, assessore regionale alla sanità, ha sottolineato che il Piemonte sta seguendo le indicazioni dell’Aifa ( l’agenzia del farmaco) ; se è vero che questa indicherebbe il servizio  ospedaliero, “Come in ogni protocollo clinico, però, le modalità di adesione della persona devono essere concordate sulla base di tutte le informazioni dovute insieme al medico. Pertanto la Regione Piemonte garantirà il ricovero ordinario alle donne che lo riterranno opportuno rispetto alla loro situazione. Altrettanto le donne che riterranno di ricorrere al day hospital la Regione assicurerà tutta la sorveglianza sanitaria necessaria. La commissione regionale sta proprio esaminando quali siano gli interventi più corretti per garantire la sicurezza in caso di questa seconda ipotesi”.

A.S.