Home Sport Calcio, Juventus-Alberto Zaccheroni: “Voglio una Juve compatta e Diego sarà decisivo”

Calcio, Juventus-Alberto Zaccheroni: “Voglio una Juve compatta e Diego sarà decisivo”

Questa la seconda parte della conferenza stampa di Alberto Zaccheroni a Vinovo, alla vigilia della sfida contro il Livorno di sabato sera. 

Quando rientreranno gli infortunati?
“Io sono abituato a centrare i risultati all’ultima giornata sul filo di lana. Adesso costruiamo la base e poi cerchiamo di crescere e sprintare. Per quanto riguarda il rientro degli indisponibili, ieri mattina sono arrivato alle 8 e dopo l’allenamento sono rimasto con tutta la squadra e siamo andati via alle 17.30. Abbiamo fatto il punto della situazione, chiarito tutti gli aspetti possibili. Dobbiamo necessariamente gettare le basi per crescere e chiarire tutto, ond’evitare che le cose non chiare ci seguano fino alla fine della stagione”.
Diego quanto inciderà nelle fortune della squadra?
“Spero tanto, perchè se così non fosse, vuol dire che il sottoscritto ha agito male. Il talento di Diego è indiscutibile. Il compito dell’allenatore è quello di mettere la squadra nella condizione di esprimersi al meglio. Voi avete sempre puntato l’indice sui nuovi acquisti ma a me sembra che giocatori al pari del rendimento storico non ce ne fossero. Tutti loro hanno avuto un rendimento medio, al di sotto delle aspettative. Io mi aspetto che rendano come hanno fatto in passato. Mi aspetto questa crescita”.
Il lavoro di questi giorni è simile a quello che si fa durante il precampionato o è un metodo completamente diverso?
Se in una seduta di lavoro la tattica va ad incidere sui 40-45 minuti, oggi incide per 15-20 minuti. Da questo di vista l’allenatore italiano, in media, è superiore agli altri. Ma ci sono altre componenti che vanno a incidere: sostegno fisico e motivazionale”.
A prposito di sostegno: Amauri non segna da un bel pò. Come si può risolvere questo poblema?
“Lui tende a essere molto generoso: corre in ogni parte del campo ed è uno che non si tira mai indietro. A volte tende a strafare. Cercherò di aiutarlo a essere più incisivo: meno quantità e più qualità”.
Si è appoggiato a qualcuno per farsi consigliare?
Sono poco incline ai consigli. L’allenatore si deve prendere le sue responsabilità. Dentro allo spogliatoio entro io, devo prevenire io quanto può accadere all’interno del gruppo. In passato non mi sono mai portato dietro un giocatore. La mia esperienza deve aiutarmi ad intervenire e prevenire. Non c’è bisogno nemmeno di parlare, certe sensazioni le percepisco dalle espressioni”.
Tra quando vedremo la vera Juventus?
Non sono un esperto di ciclismo ma se uno in una gara cronometro fa un determinato tempo, vuol dire che ce l’ha nelle gambe. Se non riesce più a tenere lo stesso tempo, vuol dire che c’è qualche altro problema. Sul campo non ho il minimo problema, i dubbi sono sui tempi di risposta a livello caratteriale. Dobbiamo ricompattarci. La Juventus di inizio stagione era più compatta. Rivoglio quella Juventus”.
Vinovo è differente da Appiano gentile o Milanello?
Non credo ci siano problemi di impianto. Prima che si iniziasse a vincere, all’Inter si parlava solo di Appiano e dei problemi che potreva portare quel centro di allenamento. Oggi non se ne parla più. A mio avviso qui ci sono solo vantaggi: siamo al top. Ma poi ci sono stagioni con più infortuni e tutto viene a mancare”.

Andrea Bonino