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Calcio, Napoli-Grava: “La mia ascesa è merito di Mazzarri”

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Il Napoli vola in campionato, e tra i vari nomi altisonanti di Quagliarella, Lavezzi, Hamsik, Maggio e il tecnico Mazzarri, c’è anche quello di Gianluca Grava, che nella sua vita calcistica non è stato abituato alle luci della ribalta e dopo una carriera passata a fare sempre il gregario si ritrova catapultato tra i protagonisti dell’ascesa azzurra.

Originiario di San Prisco(Caserta), muove i suoi primi passi da calciatore nella Casertana per 4 stagioni, poi di seguito il passaggio alla Turris dove resta per un anno prima di approdare alla Ternana, poi Catanzaro e finalmente il Napoli nell’anno dell’avvento di De Laurentiis alla presidenza del club. Chi l’avrebbe detto che il difensore casertano, acquistato nel 2005 nell’anno della serie C1, sarebbe diventato il perno della squadra che ora lotta per l’accesso ai preliminari di Champions League? Probabilmente nessuno.

A spiegare la rinascita del numero 2 dei partenopei ci pensa lui in prima persona: “Il merito dell’allenatore è stato enorme. Io ritengo Mazzarri un tecnico bravissimo, tra i migliori che ci siano. Sono convinto che farà una grande carriera. E’ uno straordinario motivatore, ci inculca idee vincenti, prepara le partite curando ogni minimo particolare. Per noi giocare con la prima in classifica o con l’ultima è la stessa cosa. Mettiamo in campo sempre massima attenzione. Mazzarri ci da una carica enorme e soprattutto ci insegna il calcio. Per lui le basi tecniche ed i fondamentali vengono sempre al primo posto. Io sono sempre stato lo stesso, ho sempre avuto coscienza del mio valore, adesso mi sento maggiormente responsabilizzato, sento la fiducia dell’allenatore, dell’ambiente e gioco nel mio ruolo naturale di marcatore. Ho acquisito tranquillita e fiducia grazie all’allenatore e alla società ed ora ho la serenità per esprimermi al meglio.”

Un pensiero Grava lo conserva anche per il presidente De Laurentiis, suo grande estimatore: “Sono contento, ringrazio il presidente per la stima che mi ha sempre dimostrato. Ho sempre lavorato in silenzio e con grande impegno. Io sono in campo come nella vita. Mio padre mi ha insegnato la cultura del lavoro e mi ha sempre detto che il passato non conta, ciò che siamo bisogna guadagnarselo giorno per giorno”.

 

Antonio Pellegrino

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