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Facebook si mobilita per salvare la Melevisione

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La nuova frontiera del social network più popolare al mondo, che proprio oggi compie sei anni? Salvare il Fantabosco.
Non siamo di fronte ad una battaglia ambientalista contro qualche nuova devastazione del territorio ma alla lotta di alcuni utenti che hanno deciso di mobilitarsi contro la chiusura, a partire dall’autunno 2010, dei programmi che costituiscono il pomeriggio dei ragazzi su Rai Tre, tra cui, ovviamente, l’ormai storica “Melevisione”.

Il Consiglio di Amministrazione della Rai, infatti, ha deciso di rimuovere il pomeriggio dei ragazzi dal palinsesto per ottimizzare i costi, mentre, denunciano su Facebook, “con il canone paghiamo cachet favolosi a Paris Hilton (500.000 € per miss Italia) e finanziamo le Isole degli imbecilli“.
Ma ad essere in pericolo non è solo il Fantabosco di Milo Cotogno, degno successore dell’indimenticabile Tonio Cartonio, e di Lupo Lucio, ma l’intero contenitore di programmi per ragazzi “Trebisonda”, in onda dal 2006, che ospita anche lo spazio informativo del GT Ragazzi (in onda tutti i giorni in diretta alle 16) che ormai da oltre 10 anni cerca di avvicinare il giornalismo e l’informazione al mondo dei più piccoli.

I circa 1300 iscritti al gruppo, nato da pochissimi giorni, hanno già concordato una prima forma di protesta-web: inondare la casella mail della Rai (ufficiostampa@rai.it) con lettere di protesta contro questa decisione che “rimuove – come scrive un utente – uno dei pochi programmi per bambini che si può ancora guardare”.

“Vorrei esprimere – si legge in una delle lettere inviate all’ufficio stampa del servizio pubblico – il mio disappunto per la decisione presa dal Consiglio di amministrazione della tv pubblica italiana, ovvero quella di eliminare i programmi per ragazzi e per bambini da RaiTre a partire da ottobre 2010 […] Il mondo fiabesco (della Melevisione, ndr) impartisce ai bambini, ma anche ai ragazzi e ai genitori, insegnamenti riguardanti il mondo reale e odierno. Pensate che in ogni fiaba, che i personaggi vivono ogni pomeriggio, vi è una morale. […] Io ho una cugina di sei anni e uno di cinque e non vorrei arrivare al punto di privare loro della televisione solo perchè i programmi che voi avete intenzione di continuare a trasmettere sono reality o in ogni caso programmi poco intelligenti o poco proficui per la crescita di un bambino”.

Mattia Nesti