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Film in televisione: a bocca aperta con “Kill Bill-volume 2”

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Questa sera, alle ore 23:55, la terza rete Mediaset trasmetterà il film d’azione, del 2004, “Kill Bill-volume 2“. La pellicola, diretta dal grande Quentin Tarantino, è interpretata da David Carradine e dalla bellissma Uma Thurman, musa dello “scandaloso” regista. Seconda parte di un unico lungometraggio, il “volume 2” è ispirato alle atmosfere da “spaghetti western”, con richiami al cinema di Sergio Leone e brani dalle colonne sonore di Ennio Morricone.

Prologo: l’azione si svolge in chiesa. Bill e i suoi uomini si presentano alle prove di un matrimonio. La sposa, ex amante dell’uomo, lo presenta al futuro marito come suo padre e, affettuosamente, gli dice addio. Qualche minuto dopo gli invitati vengono massacrati e, con loro, la futura sposa in evidente stato di gravidanza. Ma lei si salva. Flash back: la sposa si trova nelle giungle del Vietnam per essere istruita da Pai Mei, l’uomo più forte del mondo, alle più letali arti marziali. Oggi: viva, forte e più determinata che mai la donna è in cerca della sua ultima vendetta, la morte di Bill, l’uomo che l’ha istruita ma le ha anche rovinato l’esistenza…

Grande pellicola. Il geniale regista, celebre per i suoi dialoghi, non delude. Il film è un’osmosi di atmosfere differenti: i protagonisti si cimentano in dialoghi ironici, scene da fumetto, drammatici momenti di riflessione e climax ascendenti di pura azione. Il personaggio di Uma Thurman, soprattutto, si rivela una figura a “tutto tondo”: se nel primo volume aveva mostrato forza, determinazione e leale orgoglio, adesso mostra il suo lato muliebre esibendo sentimenti di affetto, tenerezza e malinconia. Una sorpresa!

Il regista, amante del “meta-cinema“, dissemina qua e là, nella pellicola, riferimenti ai propri lavori (introducendo, fra l’altro un cameo decicato a Samuel L. Jackson, già protagonista di “Pulp Fiction”) ma anche ai capolavori delle produzioni orientali e ai tipici Shaw Brothers anni ’70. Perfetto esempio di arte che medita su se stessa. Perfetto esempio di come l’arte cresce riflettendo e migliorando le proprie tecniche. Meno violento e più riflessivo “Kill Bill-volume 2” sa addirittura commuovere. Da non perdere.

Valentina Carapella