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Idv, al via il primo congresso nazionale per decidere dove andare

Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris

Si apre stamattina presso l’Hotel Marriott di Roma il primo congresso nazionale dell’Idv. Un appuntamento importante che potrebbe segnare una svolta all’interno del partito (da molti considerato l’unico che faccia realmente opposizione) incardinato sulla figura carismatica ed esuberante del suo leader, Antonio Di Pietro.

In  realtà, gli osservatori più acuti sembrano prevedere un mantenimento sostanziale delle dinamiche dirigenziali con la riconferma dell’ex pm alla guida del partito. Luigi De Magistris non ha infatti raccolto l’invito a candidarsi alla presidenza dell’Idv, forse per sbugiardare i ficcanti “rumors” che da sempre insinuano l’esistenza di  una certa competizione con Di Pietro. O forse, semplicemente, perché non considera ancora i tempi maturi e preferisce concentrare tutte le energie sul suo incarico da eurodeputato.

Chi, invece, ha raccolto la sfida è stato il deputato campano, Franco Barbato, che cercherà di “spodestare” Di Pietro. I disillusi parlano di una “mission impossible” che si risolverà con la prevedibile riconferma del popolare Tonino. Al di là delle facili previsioni, il congresso nazionale dell’Idv rappresenterà comunque la prima vera occasione per avviare un dibattito interno al partito, per discutere su tendenze e strategie, nel tentativo di costruire “L’alternativa per una nuova Italia” (come recita lo slogan).

Il confronto potrebbe risultare particolarmente avvincente perché pare prospettare un certo dualismo tra chi, come Luigi De Magistris, vorrebbe ampliare i propri orizzonti verso sisnistra, interloquendo con il mondo dell’associazionismo, la sinistra radicale, i “grillini”, il popolo viola, la frangia meno estremista dei non global e il mondo caleidoscopico della Rete.

E chi, invece, protende per un profilo più “moderato”, come suggerito dai due capigruppo parlamentari: Felice Belisario e Massimo Donadi, che strizza l’occhio al Pd senza incoraggiare strappi vistosi a sinistra. Il partito dovrà insomma decidere verso quale strada incamminarsi e la presenza prevista, a partire da domani, di ospiti importanti come Pier Luigi Bersani (Pd), Nichi Vendola (Sel), Paolo Ferrero (portavoce della Federazione della sinistra) e Oliviero Diliberto (Pdci) potrebbe rivelare, con la prova dell'”applausometro”, la tendenza destinata a primeggiare tra le fila dei “dipietristi”.

Il congresso, che si concluderà domenica con l‘elezione del presidente  e degli organismi dirigenziali, segnerà anche l’avvio della campagna referendaria contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua.

Maria Saporito