Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Il “pacchetto sicurezza” mette a rischio decine di processi per mafia

Il “pacchetto sicurezza” mette a rischio decine di processi per mafia

Per via di una norma contenuta nel pacchetto sicurezza approvato qualche tempo fa dal governo, potrebbero saltare decine di processi per mafia. Infatti la norma dichiara che, in presenza di tre aggravanti, previste dall’articolo 416 bis del codice penale, le condanne per il reato di associazione mafiosa possano anche arrivare a 25-30 anni, termine che comporterebbe l’azzeramento del processo e l’assegnazione del dibattimento alla corte d’Assise.

In due giorni in Sicilia, già tre processi hanno subito questa sorte; infatti la Corte di Cassazione, accettando la richiesta di alcuni difensori degli imputati in un processo per mafia in corso a Catania, ha dichiarato l’incompetenza dei tribunali a giudicare e ha assegnato il dibattimento alla corte d’Assise. Anche il tribunale di Termini Imerese (Palermo) ha sospeso e rinviato oggi un processo di mafia legato all’operazione “Perseo” che portò alla cattura di 99 mafiosi appartenenti ai vertici di Cosa Nostra palermitana. Il terzo processo che rischia di saltare riguarda i boss Nino, Aldo, Salvatore e Giuseppe Madonia.

La Direzione distrettuale antimafia della Sicilia, ha già convocato una riunione, che si terrà il 15 febbraio, per discutere della questione. Il Partito democratico invoca l’intervento del governo per “correggere immediatamente”, anche “con una norma transitoria” la parte del pacchetto sicurezza che ha bloccato la giustizia  siciliana in questi giorni. “Mi auguro – afferma il capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti – che si tratti solo di un errore, non voglio neanche pensare che qualcuno possa aver scritto una norma che destabilizza in questo modo la lotta alla criminalità organizzata. In ogni caso è evidente che l’errore si sta trasformando in orrore. Alfano dovrebbe intervenire immediatamente almeno con una norma transitoria che conservi la competenza dei tribunali per i procedimenti di mafia già iniziati in dibattimento. Il rischio è che tutto debba ricominciare da capo: sarebbe un ‘regalo’ alla mafia e un danno durissimo per lo stato”.

Daniele Vacca