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Iraq, Kerbala: attentato su sciiti, 41 vittime

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Una straziante immagine dell'attentato a Kerbala (fonte Cnn)

Il bilancio ufficiale dell’attentato avvenuto quest’oggi a Kerbala, città santa per i musulmani di fede sciita, è di 41 morti e circa 144 feriti, secondo quanto riporta Apcom, citando i dati diffusi dal ministero della Sanità iracheno. A conferma dell’indiscrezione ci sarebbero inoltre le dichiarazioni di un funzionario sanitario il quale avrebbe riferito, a condizione di rimanere anonimo, che all’ospedale principale della città sono stati portati 40 cadaveri.

Una precedente stima era di 31 morti e 150 feriti, ma solo ora si è ottenuto un bilancio più certo. L’attacco è avvenuto nel giorno della celebrazione dell’Arbain, che segna la fine dei 40 giorni di lutto dopo l’Ashura per la morte di Hussein, nipote di Maometto, che fu ucciso nel 680 dalle forze del califfo ommayade Yazid.

Mentre più di un milione di pellegrini stavano cominciando a lasciare la città sacra al termine della celebrazione, un colpo di mortaio è caduto sulla folla, secondo quanto raccontano alcuni testimoni. “Stavamo tornando a casa a gruppi dopo aver concluso i nostri riti e all’improvviso c’è stata una fortissima esplosione”, racconta Muhammad Nasir, 31 anni, uno dei pellegrini finiti in ospedale con appena qualche contusione.

Stando invece a una fonte del Ministero dell’Interno dell’Iraq, la responsabilità dell’esplosione sarebbe imputabile a due autobombe, le cui detonazioni avrebbero determinato questa nuova strage di sciiti.

Il governo iracheno ha attribuito la colpevolezza ad Al Qaeda, ai baathisti e alla guerriglia sunnita.

Inoltre a Baghdad, capitale dell’Iraq che dista circa 80 chilometri da Kerbala, è esploso un altro ordigno, posizionato sul ciglio della strada, causando un morto e almeno 15 feriti. L’obiettivo erano nuovamente i pellegrini sciiti in uscita dai festeggiamenti.

Gli attentati dinamitardi sembrano non trovare fine. Ed è triste vedere come nessuno riesca a fermare la furia esplosiva delle rivendicazioni contro gli sciiti.

Emanuele Ballacci