Home Sport Kallon: 31 anni ma è già un ex calciatore…

Kallon: 31 anni ma è già un ex calciatore…

Chi non si ricorda di Mohammed Kallon? Giovanissimo arrivò in Italia. Nessuno aveva dubbi quando arrivò all’Inter: aveva tutte le carte in regola per diventare uno dei fenomeni del calcio mondiali. Per la verità lo si diceva anche di Martins e oggi lo stesso si fa con Balotelli…

Ad ogni modo, gli esordi di Kallon erano stati incoraggianti. L’Inter, per farlo crescere, lo aveva prestato a Genoa, Cagliari e Bologna. Dove, però, non aveva ottenuti grandi risultati.

Kallon decide di andare via dall’Italia. Ma nemmeno fuori dai nostri confini ha avuto grossa fortuna. Oggi, a soli 31 anni, è disoccupato come calciatore, ma è presidente di una squadra di calcio, che porta il suo stesso nome. L’ex nerazzurro l’ha acquistata 8 anni per 30mila euro.

La squadra di Kallon partecipa al Torneo di Viareggio: per l’ex centravanti interista è un sogno che s’avvera.

Del club, Kallon non è solo il massimo dirigente, come spiega al Giorno: “Diciamo pure che mi sono improvvisato allenatore, visto che mio fratello Kemokai è dovuto rimanere in Africa. Io mi trovavo di passaggio dovendo andare a Londra, ho deciso di fermarmi e seguire i ragazzi. E mi sto molto divertendo. Potessi giocherei pure, ma sono un fuoriquota. Però faccio parte della squadra che partecipa al campionato in Sierra Leone. Il calcio lì è di buon livello, il torneo è bello e divertente”.

Al quotidiano, Kallon spiega come e perché è nata l’idea di comprarsi una squadra, così giovane: Semplice, volevo aiutare il mio paese. Un sogno che si è potuto realizzare anche perché l’investimento economico non era elevatissimo. E adesso sono riuscito a realizzare un altro grande desiderio: portare questi ragazzi in Europa nella speranza che presto possano diventare professionisti veri”.

Mohammed dice di avere ancora qualche piccola speranza di tornare a fare il suo vero mestiere: “Sono alla ricerca di nuove possibilità. Vedremo. In Europa qualcosa può esserci, magari in Inghilterra – poi aggiunge – Tornare in Italia? Mai dire mai… Ho mantenuto buoni rapporti con le società in cui ho giocato, spesso mi sento con i dirigenti…”.