Morgan, la cocaina e Vasco Rossi

Tutti i principali talk show non hanno perso l’occasione di sfruttare a dovere il “caso Morgan”, intentando una nuova crociata moralista contro le confessioni rubate all’ex cantante dei Bluvertigo, che adesso viene così dipinto come il capro espiatorio da massacrare, come se questo bastasse a risolvere le complesse problematiche legate al mondo della droga.

Politici e personaggi dello spettacolo impazzano sul piccolo schermo per improvvisarsi novelli moralisti, capaci di spiegare come il grave aumento del consumo di cocaina si possa risolvere con ricette a base di repressione e scandalizzato sgomento verso le dichiarazioni di Morgan che, come ha più volte ripetuto, non aveva nessuna intenzione di lodare gli effetti della cocaina.
Perché non si dice con chiarezza che lo “scandalo” è legato al fatto che Morgan avrebbe dovuto partecipare a Sanremo, vetrina preferita dei benpensanti nostrani, e non al consumo in sé di cocaina, dato che fior fiore di opinionisti hanno passivamente preso atto delle confessioni di star internazionali della moda e della musica e che, a “Quelli che il calcio…”, è stato inviato, giustamente, Moris Carrozieri, squalificato per utilizzo di cocaina?
Perché non si prende in considerazione il fatto che la maggiore diffusione della cocaina possa essere legata al fatto che, ormai, la criminalità organizzata ne ha abbassato il prezzo fino quasi ai livelli della marijuana, al punto che ormai i due canali di spaccio si sovrappongono, aumentando la percentuale di casi in cui chi volesse farsi uno spinello rischia di ritrovarsi con la polvere bianca fra le mani?
Perché non si fa un chiaro bilancio delle politiche sulla droga degli ultimi 20-25 anni?

“T’immagini – cantava Vasco Rossi – la faccia che farebbero / se da domani davvero / davvero tutti quanti “smettessimo”! / T’immagini / quante famiglie sul lastrico / altro che crisi del dollaro / questa sì che sarebbe la Crisi del Secolo! […] A meno che / non siate già tutti d’accordo con me / che c’è qualcosa che… / qualcosa che non va… / non so…però…mah! / Secondo me / qui c’è qualcuno che ha sbagliato mestiere… / non voglio mica dire che sia in mala fede…per carità…. / pero’…pero’ qui qualche cosa non va!”.