Ornella Muti. L’elogio della chirurgia estetica? Giudicate voi

Ieri sera abbiamo visto la lunga intervista di Piero Chiambretti, nel salotto di Chiambretti Night su Italia 1, a una delle attrici mito della nostra cinematografia. Mito indiscusso della bellezza, forse un po’ meno osannata per il suo talento attoreo, ma comunque personaggio che resta negli annali per aver recitato con i più grandi nomi del cinema internazionale.

A quasi 55 anni compiuti, ci si aspetterebbe di vedere un signora “matura”, magari con un volto leggermente modificato dal passare del tempo, ma pur sempre portatore di quella bellezza indimenticabile, così come del celebre e affascinante sguardo, che ha incantato e stregato generazioni di uomini.

In effetti, l’attrice romana si è presentata in una forma fisica sensazionale, ma quello che ha fatto un po’ impressione è intravedere sul suo viso l’incedere della mano del chirurgo estetico, la cui traccia è impossibile da ignorare.

Così come qualche tempo fa durante uno spettacolo in favore di Haiti, avevamo visto Madonna, anche lei 50enne, con la faccia particolarmente gonfia e quasi deformata rispetto alla normale fisionomia conosciuta da tutti, anche del bel volto della Muti, così come lo ricordavamo, rimane ben poco.

Bella è ancora bella, non si discute, ma forse un tantino troppo tirata dal bisturi e gonfiata dalle punture antiage. Per sua stessa ammissione infatti, l’attrice ha fatto più volte ricorso alla medicina estetica e i risultati, diremmo noi, si vedono.

La bellezza è un gran dono, ma occorre conservarla. E spesso sono proprio le donne più belle, a cadere nella trappola illusoria dell’eterna giovinezza e a fare di tutto per fermare il tempo. Come risultato però spesso si ottiene qualcosa che non rappresenta affatto ciò che si era in passato. Più che di mantenimento della bellezza ci sembra di osservare una preoccupante metamorfosi.  E ci si domanda se valga la pena davvero, sottoporsi a questi interventi per snaturare la fisionomia originaria.

Ornella Muti comunque, sembra felice del risultato ottenuto e, rinnovata nell’immagine, ritrova anche un nuovo slancio professionale. La vedremo infatti a Teatro Traiano di Civitavecchia, nel dramma “L’ebreo” con Pino Quartullo.

L’importante è stare bene con se stessi. Possibilmente, senza però cadere nell’eccesso inseguendo il canto delle sirene che promettono la giovinezza per sempre. 

Paola Ganci