Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Per Nichi Vendola la campagna elettorale è una poesia

Per Nichi Vendola la campagna elettorale è una poesia

La figura del politico pragmatico fatica a sovrapporsi nell’immaginario comune a quella dell’artista svanito e perso nelle sue riflessioni. Forse anche per questo l’esordio di Nichi Vendola nella scena politica italiana è sempre stato percepito come un fenomeno stravagante. La sua dimistichezza con la filosofia e la costante frequentazione della poesia ne hanno fatto, agli occhi dei colleghi meno “meditativi”,  un protagonista anomalo (alieno?); quasi un casuale avventore destinato, prima o poi, a dissolversi con la stessa leggerezza dei suoi versi.

In tempo di campagna elettorale, il governatore uscente della Puglia decide però di affilare le armi e di tentare un coraggioso contropiede. Il politico militante cede il passo al poeta e avvia una campagna elettorale fatta di versi e rime baciate. Ad annunciarne la partenza, prevista per il prossimo 13 febbraio, è stato oggi lo stesso Nichi Vendola, in compagnia di Franco Neglia, suo portavoce, e di Nicola Fratoianni, segretario pugliese di Sel (Sinistra ecologica e libertà).

Non si può scavare il fondo del più bel mare del mondo”, “Col contratto co.co.pro. questo bimbo a chi lo do?”, “Giù le mani dalla brocca: l’acqua è nostra, non si tocca!”: sono questi solo alcuni dei versi concepiti da Vendola in vista della prossima campagna elettorale. Distici certamente non destinati a trovare accoglienza nelle prossime antologie scolastiche, ma con i quali il governatore pugliese tenterà di richiamare l’attenzione del suo affezionato elettorato sulle questioni più spinose che riguardano la Puglia. Tutti gli slogan verranno poi corredati dal nome di Vendola e dalla frase: “La poesia è nei fatti“.

E un’idea così originale non poteva rimanere inosservata. Tra i primi commenti, giunge quello del suo diretto competitor, Rocco Palese: “Non ho mai avuto dubbi – inizia l’aspirante governatore pugliese di centrodestra – sulle doti poetiche di Nichi Vendola e anzi sento di consigliargli, per vari motivi, di dedicarvisi a tempo pieno. Quanto ai fatti, in 5 anni non ne abbiamo visti – aggiunge – quindi, a quelli che i pugliesi chiedono, ci penseremo noi a partire dal 28 marzo con la fiducia e il consenso  dei pugliesi. Al momento quindi la poesia è sola e c’è solo quella”.

Ma non basta. ”La poesia applicata alla sanità – prosegue Palese – ha prodotto un miliardo di debiti, l’allungamento delle liste d’attesa, il peggioramento dei servizi; la poesia applicata al personale ha prodotto migliaia di assunzioni e consulenze costose e clientelari; la poesia applicata all’Acquedotto Pugliese, ha prodotto che il poeta del nulla Vendola ha nominato una serie di poeti dell’acqua, da Petrella a Monteforte, col risultato che i pugliesi oggi pagano l’acqua più cara che nel resto d’Italia”.

“La poesia applicata al Bilancio – continua l’aspirante governatore della Puglia – ha fatto sì che per tre anni i pugliesi hanno pagato la benzina 50 vecchie lire in più al litro, Irpef, Irap e tassa rifiuti più care; la poesia applicata alla gestione della Regione Puglia non funziona. Servono i fatti. Di Vendola – conclude Palese – resta solo la poesia”.

Un fiume di parole con il quale il candidato del Pdl cerca di  spegnere gli entusiasmi popolari e di soffocare le suggestioni provocate dalle svelte liriche vendoliane. Vedremo se a marzo i pugliesi preferiranno accostarsi alla politica di versi del governatore uscente o a quella più prosaica di Palese. In Puglia la sfida elettorale diventa adesso un fatto di stile!

Maria Saporito

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