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Se sei gay niente comunione, parola di monsignor Simone Scatizzi

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Ennesima chiusura verso la comunità omosessuale da parte del clero.  
«La pratica omosessuale e la ostentata e dichiarata omosessualità impediscono l’amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa, e nessuno è in grado di contraddire questo precetto». Parola di Monsignor Simone Scatizzi, ex vescovo di Pistoia.
E aggiunge: “L’omosessualità in quanto tale è un disordine. E su questo non ci sta discussione. In ogni caso con gli omosessuali è necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo è Dio, pertanto sulla terra nessuno è autorizzato ad emettere sentenze”. Come la mettiamo con coloro che ostentatamente proclamano la loro omosessualità e la praticano?: “qui le cose cambiano un tantino. Da pastore sono obbligato, sempre in linea generale, a rifiutare la comunione. Certo, se si presentano davanti a me non posso dire di no, non per buonismo, ma perché non so se questi possano essersi confessati, pentiti o aver cambiato vita. Il principio generale è che la conclamata, ostentata e praticata omosessualità è un peccato che esclude dalla comunione”.

Il discorso viene poi allargato a divorziati e conviventi. Anche a loro è proibito l’accesso al Sacramento della Comunione “ma non per cattiveria della Chiesa e i divorziati mai devono sentirsi emarginati o esclusi dalla comunione con la Chiesa, ma esiste una oggettiva situazione incompatibile con il sacramento e la sua ammnistrazione”.

Sul sito Pontifex di Roma l’alto prelato conclude rispondendo ad una domanda circa il suo pensiero sull’Islam: ” intanto occorre distinguere con saggezza e prudenza tra islamici moderati e fondamentalisti, pertanto generalizzare è sbagliato. In ogni caso l’ Islam é per natura violento in quanto ciò che a noi cristiano sembra aberrante per loro é naturale e persino giusto, come la lapidazione. L’ Islam in parte ha assimilato l’ Antico T estamento senza la successiva mediazione e sviluppo di Cristo, e pertanto giustifica qualche condotta decisamente poco misericordiosa. Con categorie umane possiamo definire la religione islamica violenta”.

Valeria Panzeri