Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Tra la Puglia e il governo è scontro sul nucelare

Tra la Puglia e il governo è scontro sul nucelare

La notizia è arrivata ieri alle orecchie del governatore uscente della Puglia, Nichi Vendola, e non gli è piaciuta affatto. Il governo avrebbe, infatti, deciso di impugnare le leggi sul nucleare approvate dal Consiglio pugliese e di ribaltarne la decisione finale. Una forzatura alla quale Vendola ha assicurato di non volersi piegare. “La Puglia – ha promesso – sarà la Regione più disobbediente d’Italia e continuerà a dire no al nucleare“.

A irritare particolarmente il presidente della Puglia, che “combatte” per rimanere alla guida della Regione, è stato il fatto che il ddl contro l’installazione di centrali atomiche nel territorio regionale, era stato approvato all’unanimità dopo che, in sede di Commissione prima e di Consiglio poi, era stato modificato con alcuni emendamenti presentati dal capo dell’opposizione: Rocco Palese (anche lui candidato alla presidenza della Regione).

“Siamo davvero alla caduta della maschera – ha continuato Vendola – la destra in Consiglio regionale vota a favore della legge che io ho voluto fortemente per la denuclearizzazione della Puglia, e oggi il governo di destra, impugna dinanzi alla Corte costituzionale la nostra legge. Ci viene detto – ha continuato – che noi, tutti i pugliesi, dobbiamo obbedienza, e se il governo vuole fare i propri affari nucleari e radioattivi in Puglia noi dobbiamo tacere e obbedire. Non sarà così. In Puglia non vogliamo centrali nucleari, non vogliamo depositi di scorie nucleari”.

E la decisione presa dal governo ieri ha suscito reazioni scomposte anche presso alcuni esponenti della destra pugliese che hanno individuato nella “mossa” liquidata da Roma un insidioso scivolone che finirà per “fare un favore a Vendola e al centrosinistra”.

La deputata pugliese del Pd, Teresa Bellanova, ha preferito ricorrere all’amara ironia: “Dopo i due forni – ha iniziato – è questa la politica dei due reattori. Mentre Rocco e i suoi fratelli si affannano a vantarsi del proprio voto in Consiglio regionale, a favore della legge contro l’ubicazione di impianti nucleari in Puglia, i loro sodali governanti, con il ministro Fitto in prima fila, impugnano la stessa legge dinanzi alla Corte Costituzionale”.

Una disomogeneità di posizioni che, secondo la Bellanova, tradisce la difficoltà del centrodestra pugliese di “armonizzare” le proprie manovre politiche con i diktat piombati dall’alto. Ma non è tutto. Il governo ha, infatti, comunicato ieri la decisione di presentare alla Consulta un’altra legge scioperata dal Consiglio regionale pugliese che, a suo dire, presenterebbe profili di incostituzionalità.

Si tratta della norma che riguarda l’accoglienza, la convivenza e l’integrazione degli immigrati nel territorio regionale che, secondo il governo, estenderebbe gli interventi in  modo indistinto, coinvolgendo anche gli stranieri privi di regolare permesso di soggiorno.

Alle “provocazioni” lanciate da Roma Nichi Vendola ha deciso di rispondere con  l’avvio di un altro disegno di legge destinato a sollevare un immancabile vespaio. Un provevdiemnto che riconosce il principio dell’acqua come bene comune dell’umanità e che prevede che il servizio idrico debba essere gestito da un soggetto pubblico.

Più precisamente,  il ddl presentato dall’assessore Fabiano Amati,  promuove la gestione del servizio idrico integrato attraverso la costituzione di un’azienda pubblica regionale: “Acquedotto Pugliese”, che prenderà il posto dell’attuale Aqp Spa. “E’ la migliore garanzia – ha sottolineato lo stesso Amati – per affermare nei fatti piuttosto che a parole che l’acqua è un bene comune dell’umanità”. Una norma che con ogni probabilità rinnoverà le tensioni tra la Puglia e il governo, spingendo la campagna elettorale su terreni davvero cedevoli.

Maria Saporito

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