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Zhou Zhiwei torna a Milano

Il workshop di calligrafia cinese organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano ha fornito l’occasione per il ritorno del pittore Zhou Zhiwei nel capoluogo lombardo.

L’artista cinese aveva già esposto le sue opere in quattro mostre personali allestite presso la Galleria Ciovasso di Milano. Dopo l’ultima esposizione del 2008, Zhou Zhiwei ritorna per dare un esempio della sua abilità con i “quattro tesori” della scrittura cinese: pennello, carta di riso, inchiostro e pietra da inchiostro.

Un esempio di calligrafia cinese

Dopo il primo laboratorio del 4 febbraio, la seconda occasione per avvicinarsi a questa affascinante forma d’arte sarà il 18 febbraio, presso l’Istituto Filologico Milanese (via Clerici 10). L’ingresso e il materiale per i partecipanti sono gratuiti, ma, essendo un’iniziativa a numero chiuso, è necessario prenotarsi per tempo scrivendo a info.confucio@unimi.it

Per comprendere meglio questa forma di arte Clara Bulfoni, docente di lingua cinese all’Università degli Studi di Milano, spiegherà l’evoluzione della scrittura cinese dagli esempi più antichi all’evoluzione degli stili calligrafici fino ai giorni nostri.

La calligrafia è una delle tante modalità per avvicinarsi alla cultura cinese, la cui diversità a volte confonde e spaventa. Ma l’esperienza stessa di Zhou Zhiwei, esperto di forme d’arte cinese come la calligrafia e l’acquarello su carta di riso che si è formato sotto l’influsso di diverse scuole, da quella fiamminga al socialismo sovietico fino al confronto con autori contemporanei italiani, dimostra come sia possibile arricchire la propria creatività senza perdere le proprie radici.

Un aspetto curioso della sua vita artistica è il ruolo ambivalente giocato dalla Rivoluzione Culturale, come racconta Zhou nel suo sito. Da un lato incise negativamente su una parte della sua famiglia e lo portò, come tanti ragazzi della sua età seguaci di Mao, a portare la “modernità” delle campagne. Quando le Guardie rosse distrussero il suo violino, e il sogno del padre che lo voleva musicista, il ragazzo si concentrò sulla sua passione per il disegno, per la quale bastava una semplice matita.

Un giovanissimo Zhou Zhiwei con tela e pennello (foto: www.zhouzhiwei.org)

Da una situazione apparentemente negativa, Zhou seppe cogliere un’opportunità, ma non è questa l’unica “lezione” dell’artista di Shanghai. La sua eclettica formazione artistica, la sua vita a Padova alternata ai viaggi di lavoro in Cina e, soprattutto, il suo punto di vista che fonde “taoisticamente” Oriente ed Occidente è l’esempio di un fruttuoso incontro di culture.

 Laura Denaro