Brescia: la moglie-bambina ha contratto l’HIV

Pochi giorni fa avevamo dato notizia di una storia aberrante, sembrerebbe lontanissima da noi, dalla nostra cultura, dalle nostre tradizioni,eppure è avvenuta a Brescia. Non che la città c’entri qualcosa, ma il fatto che  il teatro della tragedia sia il Nord-Italia fa comunque pensare.

Nei due giorni passati ci sono stati nuovi sviluppi nell’inchiesta e, purtroppo, non sono per niente buoni. La bambina romena di 13 anni costretta a sposarsi con un uomo 21 enne, matrimonio contratto con un rito rom, sembra in Romania è risultata positiva al test dell’HIV. La ragazzina era probabilmente stata venduta dai suoi genitori naturali alla famiglia del 21enne sieropositivo, famiglia che l’ha portata in Italia come moglie di loro figlio. La bimba è stata costretta ad avere diversi rapporti sessuali con “suo marito” , tutto questo con l’approvazione dei genitori di lui. La madre aveva presentato la figlia a un medico, sapendo della malattia del figlio era preoccupata per le  condizioni di salute di un bimbo frutto di un’eventuale gravidanza.

Incredibile, paradossale e soprattutto letteralmente schifoso  che la stessa persona che si preoccupasse così tanto della salute di un ipotetico pargolo si sia totalmente disinteressata di quella della ragazzina, considerata alla stregua di un puro oggetto atto alla riproduzione. Dopo i primi test sembrava che il contagio non fosse miracolosamente avvenuto, ma , purtroppo, trascorso il cosiddetto “periodo finestra”, un secondo esame più approfondito ha ribaltato in senso negativo il risultato iniziale.

Ora per la madre e il figlio arrestati nei giorni scorsi si prosepettano nuove accuse, in specifico quella di “contagio colposo“, anche se non si capisce dove stia la “non volontarietà” visto che entrambi erano perfettamente al corrente della situazione di salute del “marito” e dei rischi che correva la ragazzina nel dover fare sesso con lui.

La bambina ora è stata affidata a medici specialisti, ma per lei la parte più difficile sarà quella psicologica. La malattia, ormai, si può controllare, ma è necessario assumere due pillole al giorno, per tutta la vita e un po’  la giovanissima età, che tende a far sottovalutare ogni cosa, un po’ la rassegnazione che potrebbe esserci dopo che la propria esistenza è stata condizionata da persone malvage, sconosciute, assurde potremmo chiamarle. Ancora più assurda la difesa della madre, che si è limitata a farci sapere ( a noi italiani) che non capisce cosa ci sia di male ” le nostre tradizioni sono così”. E’ sicuramente da dire che chi vive inserito in una cultura nella quale vengono insegnati certi “valori” non può certo di punto in bianco essere completamente diverso; ma quì si tratta di fregarsene totalmente di un essere umano, nessuna cultura è così, salvo quella che abbia interessi a possedere strettissimi e altrettanto saldi legami con gli interessi economici, infatti la moglie-bambina è semplicemente il  “frutto” di una vendita e di un acquisto.

A.S.