Home Sport Calcio-Torneo Viareggio, Sampdoria non rigioca partita sospesa

Calcio-Torneo Viareggio, Sampdoria non rigioca partita sospesa

La Sampdoria ha deciso di non rigiocare la partita della Coppa Carnevale (in corso a Viareggio ed altre località in questi giorni) contro il Club Nacional, sospesa ieri a Genova a causa del rischio assideramento subìto da alcuni giovani calciatori in campo.

La gara era stata posticipata ad oggi, ma la società blucerchiata ha scelto di non presentare la squadra, garantendo così il passaggio agli ottavi della competizione al Nacional.

“Non abbiamo forzato l’arbitro a giocare la gara come è stato detto. C’è una Commissione tecnica che si occupa di queste questioni, l’organizzazione non c’entra nulla su quanto accaduto”, queste le parole di Alessandro Palagi presidente del Cgc di Viareggio, società organizzattrice del torneo, in merito all’accaduto.

“Mi dispiace di questo spiacevole episodio che ci dovrà servire per il futuro – ha proseguito Palagi – inseriremo infatti nel regolarmento la possibilità di poter ripetere una partita per cause di forza maggiore”.

Sulla vicenda e sull’opportunità di sospendere le gare del settore giovanile in caso di condizioni climatiche avverse, è intervenuto quest’oggi il medico sportico Mario Brozzi che ad Adn Kronos Salute ha spiegato: “Stabilire quando è il caso di sospendere una partita di calcio per freddo e gelo è difficile. Nel caso di incontri giovanili, però, sarebbe il caso di usare la massima cautela: gli atleti più giovani possono essere più vulnerabili di fronte a condizioni climatiche estreme”.

Brozzi, ha voluto sottilineare proprio il rischio che corrono i giovani calciatori nel trovarsi a disputare incontri in condizioni climatiche altamente proibitive: “Giocare a calcio in condizioni estreme – ha affermato il medico – può presentare dei rischi, non solo legati agli infortuni muscolari e articolari. Il troppo freddo può infatti causare problemi a tutto l’organismo, compreso l’apparato cardiocircolatorio. Naturalmente poi dipende da soggetto a soggetto”.

“Non essendo abituati a partite di alto livello -ha concluso – allo stress agonistico sommano anche un’elevata tensione psicologica, che fa perdere loro più zuccheri”.

Francesco Mancuso