Comune di Bologna, Cicchito: si vota nel 2011

Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Popolo delle Libertà alla Camera, è stato questa mattina a Bologna per chiarire la posizione del Governo in merito alle elezioni anticipate per la rielezione del sindaco della città delle Due Torri dopo le dimissioni di Flavio Delbono.
“Se il sindaco si fosse dimesso il 21 gennaio- ha detto – si poteva fare a marzo. Non si è dimesso e allora non è che le elezioni le facciamo quando lo dice il Pd […] Quindi si segue la legge, vale per Bologna come è valso per tutte le città italiane”.

Escluso, quindi, il voto a marzo in un unico election day contemporaneo alle elezioni regionali, il 28 e 29, ma esclusa anche l’ipotesi, circolata con insistenza nei giorni scorsi, che si potessero aprire le urne in autunno, a settembre o ottobre.
“Per il voto – ha aggiunto Cicchitto – c’e una finestra che è a marzo di ogni anno. A questa finestra si possono affacciare tutti: non e’ che possiamo aprire dei finestrini”
Fino a quella data, secondo il capogruppo PdL, il comune dovrà rimanere sotto l’amministrazione di un commissario prefettizio.
“E’ avvenuto in tutte le citta’ nelle quali si e’ verificato una crisi dell’amministrazione, nella normalita’ della legge- ha spiegato – Non e’ che si puo’ fare una legge solo per Bologna”.

La scelta di rinunciare all’election day, suscita comunque l’opposizione di moltissime forze politiche, a partire dallo stesso Partito Democratico che ieri è sceso in piazza, insieme a Idv, Federazione della Sinistra e Sle, con una manifestazione di fronte alla prefettura per chiedere che si voti il 28 e 29 marzo.
“Per colpa di un centrodestra sconsiderato – si poteva legge nel volantino distribuito – che non ha voluto ascoltare le richieste accorate della Città e delle categorie economiche, Bologna verrà commissariata, proprio in un momento di grande difficoltà a causa della crisi“.

“Ora – ha replicato per il Popolo delle Libertà Galeazzo Bignami – bisogna fare le cose e seriamente e non c’e’ bisogno del contributo del Pd che deve stare fermo e in silenzio. Era durante il ballottaggio che doveva chiedere chiarimenti a Delbono. Cosi’ come dovevano fare in modo che si dimettesse in tempo per evitare alla citta’ un lungo commissariamento, quindi la responsabilita’ e’ tutta loro”.