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Di Pietro: uniti per “buttare a mare Berlusconi”. Sì da Bersani e Vendola

“Chi sostiene che l’Idv deve andare da sola in Campania, dicendo no a Enzo De Luca, deve sapere che rischiamo di consegnare la Campania alla fogna della camorra, ai Casalesi“. Così Antonio Di Pietro, nel corso del suo lungo intervento al Congresso nazionale dell’Idv, ha rotto definitivamente gli indugi sulla possibilità di sostenere la candidatura in Campania dell’uomo proposto dal Pd, nonostante su di lui gravino i sospetti di gravi capi d’imputazione.

Una posizione non aderente a quella esplicitata ieri dall’altro “big” del partito, Luigi De Magistris, che aveva licenziato la faccenda De Luca con un tranchant “non lo voto” . “Se  si rompesse la coalizione per cinque anni – ha, invece, ricordato Di Pietro, ritornando sulla critica situazione nel territorio campano – governerebbe Caldoro, rexus Cosentino”.

Un’opzione che l’ex pm di Mani Pulite vuole assolutamente evitare e che lo ha spinto a lanciare alla base del suo partito anche un altro chiaro messaggio. “Non possiamo dire sempre dei no – ha continuato Di Pietro – Chi dice di no deve dire chi è l’alternativa, chi è il caposquadra”. Una richiesta che il presidente dell’Idv sembra rivolgere proprio all’indirizzo del suo presunto “delfino” che ha declinato l’invito a candidarsi al governo della Campania.

“Se vuoi fare l’opposizione che urla solo nelle piazze – ha sottolineato ancora Di Pietro nel corso del suo intervento – va bene, c’é il nostro zoccolo duro che ci vota, che può essere il 2% o l’8%, dipende dal mal di pancia che c’é in quel momento. Ma se guardiamo solo al voto di pancia che dipende dal mal di pancia di quel momento – ha aggiunto l’ex pm ricorrendo al suo proverbiale formulario diretto – è solo un voto di diarrea politica“.

Di Pietro ha quindi voluto sgombrare il campo dai facili fraintendimenti e assicurare per l’ennesima volta la completa sintonia con De Magistris: “Come vi può sembrare possibile – ha domandato alla platea riunita all’Hotel Marriott – che un padre possa essere invidioso della creatura che ha creato? Siamo una squadra, non siamo in competizione, siamo una squadra unita”.

Una squadra unita che intende centrare un unico risultato: “Buttare a mare il governo Berlusconi – ha spiegato Di Pietro – e consegnare la sua persona ai magistrati”.

Un’operazione non facile che secondo Di Pietro ha bisogno della sinergia tra forze ed entusiasmi diversi. “Abbiamo il dovere – ha concluso il presidente dell’Idv- di trovare un punto d’incontro tra il nostro programma e quello degli altri, senza barriere ideologiche“.

“Io ci batto da quando sono segretario – ha commentato Pier Luigi Bersani dopo aver ascoltato la relazione di Di Pietro al congresso – l’alternativa contiene il concetto di opposizione, perché chi è all’opposizione ha il compito democratico di costruire un’altra possibilità per gli italiani, una responsabilità che sento io, la sente di Di Pietro ma la deve sentire anche Casini e chi non è in Parlamento”.

“Se siamo tutti convinti di questo – ha aggiunto il leader del Pd – a poco a poco troviamo la strada. Oggi sicuramente da Idv è venuto un incoraggiamento a continuare su questo sforzo: di accorciare le distanze tra le opposizioni”.

“Quello di Di Pietro – ha detto Nichi Vendola, anche lui presente alla seconda giornata del congresso nazionale dell’Idv – mi sembra un discorso molto saggio. Discutiamo insieme del profilo programmatico della coalizione“.

Un’apertura, quella del governatore uscente della Puglia, che pare possa tradursi anche nell’eventualità di sostenere la candidatura di Enzo De Luca in Campania. Secondo Vendola, infatti, Di Pietro nel corso del suo intervento ha ben illustrato tutte le condizioni che devono essere rispettate per incassare il “disco verde” da parte dell’Idv. Condizioni che, se venissero garantite, potrebbero spingere anche Sinistra ecologica e libertà (il partito di Vendola) a riconsiderare la candidatura del sindaco di Salerno praticabile. 

Maria Saporito

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