Fiat: le parole di Montezemolo accendono la polemica

L’ultima smentita alle parole pronunciate ieri dal presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, che durante la cerimonia di apertura dell’anno accademico della Luiss di Roma, ha affermato che il Lingotto non ha mai ricevuto aiuti dallo Stato, arriva dal ministro per le Riforme, Umberto Bossi. Presente oggi all’apertura dei cantieri della Pedemontana, a Cassano Magnago (in provincia di Varese), il leader leghista ha laconicamente commentato: “La Fiat per tanto tempo ha vissuto con gli aiuti dello Stato“.

Ieri il suo collega, Roberto Calderoli, si era premurato di fornire una risposta ben più “pepata” all’elegante presidente della Fiat. “Cosa? – aveva esordito in una nota, subito dopo aver preso visione delle dichiarazioni rese dal numero uno della Fiat – Se è una barzelletta la dichiarazione di Montezemolo per cui la Fiat, da quando c’è lui, non ha ricevuto un euro dallo Stato, allora la barzelletta non fa proprio ridere. Se invece Montezemolo non scherza e parla sul serio, allora – ha continuato il ministro per la Semplificazione – la faccenda assume contorni sanitari. Non mi attendevo, sicuramente, della riconoscenza, ma la negazione dell’evidenza mi porterà ad assumere, a titolo personale, un atteggiamento completamente diverso e intransigente rispetto a un’azienda, quale la Fiat, che i nostri padri – ha concluso Calderoli -consideravano azienda di Stato proprio per via degli interventi statali che ha ricevuto nel corso degli anni”.

E una smentita alle parole di Montezemolo è giunta ieri anche da Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, coinvolto in un tavolo tecnico delicatissimo che tenta, insieme all’azienda torinese,  di limitare le ripercussioni della crisi sui dipendenti. “La Fiat – ha detto – ha saputo crescere in Italia e nel mondo con le sue capacità, ma anche con l’aiuto dei governi italiani e degli italiani”.  “E’ come credere alla befana“: ha, invece, commentato Arturo Iannaccone, segretario di Noi Sud, mentre Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della Sinistra, ha scomodato un altro personaggio della fantasia, paragonando Montezemolo a Pinocchio.

Una levata di scudi trasversale, alla quale ieri il premier Silvio Berlusconi ha tentato di porre un freno. Raggiunto dai microfoni dei cronisti davanti al Teatro Margherita di Roma (dove pensava di dover assistere a uno spettacolo teatrale che parlava anche di lui), il preseidente del Consiglio si è, infatti, limitato a confermare limpegno del governo per la delicata situazione che riguarda alcuni stabilimenti della Fiat: “Sì, è logico – ha affermato – se ne sta occupando Scajola”.

Una posizione, quella assunta dal Cavaliere, che non ha riproposto i toni stizziti delle smentite politiche fiondate nel corso della giornata sulle dichiarazioni di Montezemolo e che, anzi, ha dimostrato con evidenza la volontà di non partecipare alla piccola bagarre avviata ai danni del presidente della Fiat.

 Del resto il premier si era intrattenuto al telefono con Luca Cordero di Montezemolo appena un giorno prima. Un lungo colloquio nel corso del quale i due interlocutori si erano premurati di chiarire le rispettive posizioni per scongiurare l’insorgere di eventuali fraintendimenti. Berlusconi ha più volte ricordato al presidente del Lingotto le difficoltà economiche dell’esecutivo e la conseguente impossibilità di concedere, con troppo generosità, risorse alla Fiat e Montezemolo, dal canto suo, ha voluto ribadire la capacità, da parte della sua azienda, di poter procedere senza beneficiare degli aiuti statali.

Una convinzione di cui il premier era dunque già al corrente e che non sembra aver suscitato in lui particolare sorpresa o spazientite reazioni. Almeno per telefono.

Maria Saporito