Grande Fratello 10: Maicol e il tarlo della gelosia

Maicol sull’orlo di una crisi di nervi. Così il regista Almodovar descriverebbe lo stato d’animo del giovane ferrarese protagonista della casa  del Grande Fratello.

Maicol, uno dei più amati personaggi fuori dalla casa, sembra non esserlo invece dentro il reality. Almeno non come vorrebbe essere amato lui. Sono mesi ormai che assistiamo al suo delirio per Giorgio, prima amico e poi, chiaramente diventato qualcosa di più nel suo cuore. Purtroppo però Giorgio, oltre a non ricambiare il sentimento d’amore, non desidera nemmeno essere soffocato dal ferrarese, il quale, effettivamente, focalizza la sua giornata esclusivamente su di lui.

Le prime scene aperte di gelosia erano scattate nei confronti di Carmen, perchè Maicol aveva osservato come Giorgio fosse più libero e rilassato nello scherzare con la palermitana, trattenendosi invece un po’ quando doveva relazionarsi con lui.

Adesso, nelle ultime ore, sarebbe invece Alessia nel mirino di Maicol. “Ho trovato Giorgio mentre parlava con Alessia, ma mi spiegate perché io devo avere sempre un tempo per parlare con lui, quando gli altri invece hanno a disposizione tutta una giornata intera?” dice sconfortato a Carmela, “Lui è importante per me e quindi ho bisogno di parlargli”. E lei risponde: “Perché cerchi sempre scuse per parlare con lui, comportati da persona intelligente che sei”.

Purtroppo Maicol è entrato in un tunnel dal quale non sarà facile uscire. Ormai il suo ruolo nel gioco si è come cristallizzato e forse, sta perdendo l’occasione di divertirsi e far vedere tutti i lati della sua personalità. Si è creato una dipendenza psicologica da Giorgio che, portata alla lunga potrebbe danneggiarlo.

Acclarata la preferenza sessuale per il genere femminile da parte di Giorgio, il discorso omo-etero, non c’entra più. E’ piuttosto una questione legata al fatto di accettare l’evenienza del rifiuto da parte di un’altra persona. Rispettare le scelte del prossimo e tornare a vivere la propria vita, senza perdere il senso della dignità.

Paola Ganci