Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Idv, al Congresso nazionale oggi è il giorno di Di Pietro

Idv, al Congresso nazionale oggi è il giorno di Di Pietro

I due si affannano a rassicurare cronisti e addetti ai lavori: tra loro non c’è alcuna competizione, ma solo una convinta voglia di collaborazione. Sarà, ma i freddi abbracci e gli stentati sorrisi che da ieri Luigi De Magistris e Antonio Di Pietro si scambiano, in occasione del Congresso nazionale del loro partito, non convincono proprio nessuno. Oggi è il giorno del presidente che intratterrà la platea dell’Hotel Marriott di Roma con un intervento fissato intorno alle ore 11.00.

L’attesa per il suo discorso è grande e forte la curiosotà di verificare in che modo il leader del partito riuscirà a “sedurre” con le parole le due anime che tentano di convivere all’interno del suo gruppo. A Di Pietro si richiede, infatti, una delicata operazione di sintesi all’insegna della cautela. Il leader dovrà cercare di non scontentare la “mozione” caldeggiata da De Magistris che invita a spostare il baricentro del partito verso sinistra, ma anche di rassicurare i ritrovati alleati democratici.

Presente in sala oggi ci sarà anche il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, e tutto lascia intuire che Di Pietro abbia intessuto per lui una trama di confortanti parole, tesa a confermare l’intenzione di collaborare per la costruzione di una forte opposizione al governo.

Ieri Luigi De Magistris ha pronunciato un discorso chiaro e illustrato con precisione quasi chirurgica le sue posizioni ai delegati presenti. “Con l’Udc – ha sentenziato – si può fare il laboratorio dei cannoli, non un laboratorio politico”. Un’affermazione che punta chiaramente l’indice contro il partito che accoglie ancora il senatore Totò Cuffaro e che stimola in tutti i presenti un’associazione immediata con la situazione del candidato governatore in Campania sotenuto dal Pd: Enzo De Luca. “Io non lo voto” ha assicurato l’ex pm di Catanzaro, spazzando via ogni residua speranza di giungere a un compromesso con i democratici.

Una presa di posizione che ceerà non poche difficoltà allo stesso Di Pietro che sull’argomento ha ultimamente manifestato margini di aperture. Dopo il categorico “niet” degli scorsi giorni, infatti, l’ex pm di Mani Pulite ha dimostrato intenti più pacifici e ipotizzato un sostegno al sindaco salernitano, a condizione che, in caso di rinvio a giudizio, egli garantisca di rassegnare prontamente le sue dimissioni.

Intanto il discorso pronunciato ieri da De Magistris, che ha ribadito la volontà di interloquire con la galassia posizionata più a sinistra del Pd, ha suscitato le prime tiepide reazioni all’interno del partito. “Rispetto la sinistra – ha commentato Felice Belisario, capogruppo dell’Idv al Senato – ma non vado a cercare orfani di politiche ideologiche che ricercano posti al sole”.

“E’ tempo di costruire cantieri veri – gli fa eco Massimo Donadi – non laboratori per apprendisti stregoni“. Secondo il capogruppo del partito alla Camera, infatti, la via indicata da De Magistris potrebbe condurre alla costruzione forzata di vecchie coalizionibuone solo per vincere ma non per governare“. Una soluzione che convince poco la frangia più “moderata” del partito, quella che preferisce strizzare l’occhio al Pd di Bersani, piuttosto che alla sinistra di Ferrero, Diliberto e Vendola.

La parola passa adesso al presidente, restiamo in attesa!

Maria Saporito

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