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Il “French Touch” protagonista ai Grammy Awards

Bob Sinclair

Ormai da qualche anno il “French Touch”, ovvero il tocco francese, domina incontrastato su tutte le dancefloor del mondo.

Se in passato le dancefloor erano di dominio prettamente anglosassone, ora i padroni assoluti sono produttori, musicisti e dj d’Oltralpe.

I musicisti francesi sono stati protagonisti indiscussi anche dei recenti Grammy Awards, i premi che annualmente vengono consegnati dalla discografia americana.

Il dj David Guetta ha vinto per il remix electro di “When Love Takes Over” con Kelly Rowland e come produttore di “I gotta feeling!” dei Black Eyed Peas. La band dei Phoenix, maggiormente orientati verso sonorità rock, ha vinto per il miglior album di musica alternativa con “Wolfgang Amadeus”.

Un vero e proprio movimento musicale capitanato dal re Mida della scena dance, Bob Sinclar, da oltre 5 anni incontenibile hit-maker, e poi ancora Daft Punk appunto, Air, Cassius, Etienne de Crécy, Mr. Oizo.

Questa nuova generazione di musicisti francesi ha trasformato nuovamente l’ “house music”, riportandola alle origini.

Infatti dopo la tecno house che caratterizzò la rave-culture britannica degli anni ’80, dopo Giorgio Moroder e gli spazi siderali e cosmici che caratterizzarono il miglior momento della dance nostrana, e dopo l’industrial sound della techno tedesca, il “French Touch” ha virato verso un ritorno alla melodia e ai ritmi.

Un ritorno al passato quindi, e proprio come avevano già fatto gli inventori della house di Chicago e della electro di Detroit, hanno riscoperto nel passato i suoni necessari per dare nuova linfa vitale alla loro musica.

Ritorno ai primordi della dance music statunitense, come detto: quindi ritmica potente e corposa della musica nera (Sinclar ha infatti realizzato una serie di dischi intitolati “Africanism”) e al funk, pescando riff e campionamenti dalla discografia della Sugarhill Gang e del P-Funk di personaggi fondamentali come George Clinton e Bootsy Collins.

Federico Lusi