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La moda italiana bacchetta Anna Wintour, il “diavolo” di Vogue

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La moda italiana potrebbe essersi fatta un nemico illustre, difficile una battaglia con il “diavolo”.
Mario Boselli, presidente della Camera della Moda italiana, sembra proprio non aver gradito, quello che si può a ragione definire il “raid” delle riviste di settore nella vetrina italiana della moda femminile 2010.
Il Presidente Boselli, che rappresenta la più alta personalità del settore della moda italiana, non ha fatto attendere una sua risposta in merito al problema che nelle ultime ore si è presentato agli addetti del settore, “eventi fashion”.
La consueta settimana della moda milanese l’ evento più importante a livello italiano, ma anche l’ evento, con la “E” maiuscola per eccellenza, della moda internazionale, contrastato solo dalle luci della ribalta parigine; si è visto boicottare l’ attenzione degli esperti di settore, i  giornalisti accreditati, saranno presenti, a quanto pare, non per l’ intera durata della settimana ma soltanto per il week and milanese.
Prima tra tutti, proprio Lei, il “diavolo”, o almeno così è soprannominata Anna Wintour, da quando Meryl Streep, nel noto film “il diavolo veste Prada” incarnava un personaggio pensato sembra proprio a partire dalla direttrice della più nota e accreditata rivista del settore “Vogue“.
Ma questa assenza ha fatto arrabbiare Boselli che ha dichiarato: “‘Noi rispettiamo il lavoro della signora Wintour, ma lei non sembra rispettare il lavoro altrui”.
Il Presidente Boselli che presenzia anche Milano Moda Donna, ha continuato dichiarando: “A Milano la direttrice di Vogue Usa e’ la benvenuta”  ma poco dopo ha rincarato la dose aggiungendo: “ma se viene per un arrogante mordi e fuggi che scompiglia tutto, allora forse e’ meglio che resti a casa!”, non  c’ è che dire, le parole di Boselli mostrano tutto il rammarico di un’ intero settore, dall’ importanza strategica fondamentale per l’ economia del Made In Italy; che si è preparato come sempre al meglio per una vetrina così importante, e che ora vede ridurre tutte le sue fatiche, ad una convulsa tre giorni di sfilate.
A. A. Rizzello