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Professione: studente fuori sede

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Passa il tempo ed i giovani che decidono di partire per andare a studiare in un’altra città sono sempre di più.

Le statistiche ci fanno notare che il maggior flusso di emigrazione causa studio lo abbiamo nel sud, questo a causa di poche strutture universitarie e di poche opportunità lavorative che spingono un giovane a proseguire gli studi invece che fermarsi e lavorare, visto che il lavoro non c’è!

C’è chi vede il mondo dello studente fuori sede come un film americano alla “Maial College” di Walt Becker, dove divertimento, festini e bravate fanno da protagonisti.
Sicuramente i lati divertenti ci sono pure, ed anche tanti ma vi è anche il risvolto della medaglia, la parte triste ed oscura che non diverte e che mai nessuno per non entrare nel noioso cita.

Un giovane studente che dopo il diploma si ritrova a partire è tenuto a sostenere innumerevoli spese, ci sono i fortunati che possono contare sul sostentamento dei genitori e ci sono i meno fortunati che nei ritagli di tempo tra studio e lezioni devono lavorare.
I lavori tipo di uno studente universitario, sempre saltuari e magari anche poco retribuiti sono: cameriere, promoter, call center, volantinaggio, ecc.

Le spese, ovviamente si differenziano a seconda della città e comprendono: affitto, bollette, spese quotidiane, libri ed ovviamente tasse universitarie che dipendono dal reddito familiare.
In una città come Roma o Milano dove è concentrato il più alto numero di Università ed Accademie , il costo della vita è il più alto in assoluto per quanto riguarda l’Italia.
Per affittare in una di queste due città un bilocale in una zona non troppo periferica si possono spendere intorno alle 900/1000 euro, 700/800 euro per un monolocale.

Uno studente, mantenuto dai genitori ovviamente non può permettersi una tale spesa, dove vanno aggiunte anche le varie utenze, quindi opta per una casa in condivisione, dove i prezzi di una camera singola si aggirano intorno alle 400/500 euro in zona universitaria; 200/300 euro per una camera doppia, ciò significa: dormire, studiare nella stessa camera con un’altra persona, privacy zero!

I tempi universitari si sa’, in Italia, sono abbastanza lunghi per non parlare ovviamente delle varie specializzazioni, tirocini e praticantati, quindi un giovane a meno che non trovi subito dopo la laurea un lavoro, cosa che in Italia è veramente difficile, deve coabitare con sconosciuti fino ed anche dopo i 30 anni.

Tutto ciò sembra un quadro drammatico, basta immagini di films americani dove giovani ragazzi fanno baldoria, per sfortuna è la realtà, realtà che in Italia tocca a milioni di studenti fuori sede.

Antonella Marangolo