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Salute: Fazio promette soluzioni per Glaxo

Sconvolto ed amareggiato  il mondo sanitario italiano ed internazionale, per la possibile imminente chiusura del Centro ricerche di Verona e di altre 5 strutture in Europa e Canada, annunciata pochi giorni fa dal gruppo GlaxoSmithKline(GsK).

La multinazionale farmaceutica, impegnata da anni nella ricerca, nasce nel Dicembre 2000 dalla fusione di Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham; con più di 100 mila dipendenti, una quota di mercato del 5,6 % ed un fatturato di circa 33 miliardi di euro, si colloca al secondo posto nel mondo.

Presente  in Italia dal 1932 ,fiore all’occhiello di  Verona, GSK occupa qui circa 3000 dipendenti, insieme ad un Centro ricerche con ben 600 addetti, giudicato dal Gruppo come eccellenza in Drug Discovery per le Neuroscienze.

Sembrerebbe però, che per i circa 15 mila ricercatori che operano in Centri dislocati in diversi paesi (oltre all’Italia, Francia, Giappone, Croazia, Cina, Spagna, Stati Uniti) le cose possano cambiare radicalmente. Accertata è infatti, la volontà da parte della multinazionale di smantellare il Centro italiano ed altre strutture internazionali; la chiusura rientra in un piano di tagli di circa 4.000 posti di lavoro, metà dei quali nel settore ricerca e sviluppo.

Voci sindacali sottolineano che GlaxoSmithKline abbia motivato questa decisione per il mancato raggiungimento degli obiettivi negli utili, che nell’anno di crisi del 2009 hanno toccato l’11% rispetto al previsto 14%, tuttavia l’azienda ha garantito il mantenimento dell’occupazione fino alla fine dell’anno.

Mobilitazioni sempre più forti nei confronti del contesto politico ed istituzionale, stanno  partendo dagli stessi lavoratori a rischio, che nonostante laureati e fortemente specializzati, potrebbero ritrovarsi senza un impiego alla fine dell’anno. Flavio Tosi, sindaco di Verona, ha commentato così l’accaduto :<<La chiusura del Centro sarebbe un grave colpo per la città: chiederemo sicuramente un incontro con l’azienda per conoscere i termini del piano di riorganizzazione e per trovare la soluzione a tutela di così tanti posti di lavoro>>. Più che necessaria è infatti, l’apertura di un tavolo negoziale, teso a tutelare e a garantire la continuità dell’attività di ricerca.

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio nell’analisi della vicenda, fa trapelare un senso di profonda amarezza, facendosi portavoce di una forte volontà da parte dello stesso governo a non voler disperdere un patrimonio ed una leadership così importante. Durante il Congresso internazionale di Implantologia Osteointegrata, il Ministro ha garantito un personale coinvolgimento nel caso, sostenendo di poter contare, qualora fosse necessario, anche sull’appoggio certo del ministro Sacconi.

Sara Pastore