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Antonella Clerici ospita il Trio a Sanremo: le sue creature da “Ti lascio una canzone” a “We are the world” per Haiti

 Sanremo, avrà anche dei giovanissimi ospiti.
Il Festival della Canzone Italiana, arrivato ormai alla sua sessantesima edizione, ha avuto più di qualche defezione, in fatto di ospiti, da Carla Bruni, forse risentita per il testo di Cristicchi, a Robbie Williams, che non si è potuto liberare di una sua data già prevista.
Senza contare l’ esclusione, ancora in sospeso, di uno dei partecipanti nella sezione Big, l’ attesissimo Marco Castoldi in arte Morgan.
Finalmente però, arriva qualche conferma. Sarà sul palco la cantautrice catanese Carmen Consoli, e ci saranno anche i giovanissimi del Trio.
La nuova giovane anzi giovanissima formazione del Trio, è una vecchia conoscenza della conduttrice di Sanremo 2010.
Antonella Clerici è infatti la madrina di questo connubio artistico, il Trio, con i suoi tre componenti età media 15 anni, è nato proprio attraverso la televisione della Clerici. I tre ragazzi facevano parte del cast della fortunata trasmissione targata Rai Uno, “Ti lascio una canzone” condotta proprio dalla ex regina dei fornelli della rete ammiraglia Rai.
Questi ospiti del Festival di Sanremo, hanno però tutt’ altro che il sapore di sostituti degli ospiti rinunciatari, ma anzi sono prestigiose presenze per il palco dell’ Ariston.
I tre ragazzi, Boschetto, Barone e Ginoble infatti, hanno, grazie a  Tony Renis e Michele Torpedine, conquistato l’ America.
Un sogno tutto stelle e strisce che li ha portati ad essere gli unici esponenti della musica italiana, a partecipare all’ importantissimo progetto di “We are the world” per Haiti, che dopo 25 anni si è mosso di nuovo, e ha messo insieme artisti del calibro di Lady Gaga, Bono, Barbra Streisand e molti altri ancora.
Se pur il pubblico italiano li ricordi ancora più per la loro partecipazione come giovani talenti allo show televisivo della Clerici, all’ estero è stato niente meno che una leggenda della musica come Quincy Jones a volerli nel progetto.
A. A. Rizzello