Home Cultura “Talenti in corto” sforna nuovi registi

“Talenti in corto” sforna nuovi registi

La prima edizione di Talenti in corto, concorso nato dall’incontro tra il Premio Solinas e Gratta e Vinci (proprio il gestore delle lotterie a scheda  più acquistate d’Italia) per sostenere la creatività e i lavori di sceneggiatori e registi emergenti, è andata più che bene.

L’idea del concorso è di Francesca Solinas e Annamaria Granatello, ripettivamente presidente e direttore artistico del Premio Solinas, che intendono dare la possibilità di poter esprimere il proprio talento a chi, realmente, non ha gli stumenti per farlo.

La giuria, composta da esperti e da alcuni autori emergenti, tra cui Sita Alessandra Banerjee, Alessandro Celli, Lorenzo d’Amico de Carvalho, Chiara Caselli, Maria Rosaria De Medici, Giacomo Durzi, Adriano Giannini, Susanna Nicchiarelli, Claudio Noce, Stefano Sardo ed Emanuele Scaringi, ha decretato i quattro vincitori del concorso tra 220 progetti presentati.

Quattro progetti per cortometraggi d’autore da 5 minuti ciascuno vincono la possibilità di concretizzare il proprio lavoro, attraverso tutte le sue fasi: sviluppo, realizzazione e diffusione, finanziati da un budget di 15.000 euro per ciascun corto, nonché un premio di 1.500 euro per autore.

Vincitori della prima edizione  sono: Adina e Dumitra (sceneggiatura di Dario Leone e Chiara Nicola, regia di Dario Leone) è la storia di due badanti rumene e dei loro assistiti, storie d’emarginazione diversa ma parallela. Secondo la giura il progetto ha “la capacità di creare un racconto divertente e molto originale, partendo dalla difficile realtà quotidiana di due badanti, comune a molte persone anziane. Una brillante idea, uno sviluppo coerente e personaggi carichi di umanità.”

Al servizio del cliente (sceneggiatura di Fabrizio Bozzetti e regia di Giuseppe Tufarulo), ambientato all’interno di un supermercato di provincia, “da uno spunto semplice si è riusciti a costruire una storia divertente, ben strutturata e con un ritmo efficace, ambientata dentro uno dei non-luoghi per eccellenza del vivere di ogni giorno: il supermarket”.

Halloween Party (di Andrea Bacci), affronta il tema del “diverso” e infine Il muro nel deserto (sceneggiatura e regia di Vincenzo Lauria) racconta di due guardie statunitensi che si trovano al confine tra la California e il Messico e assisteranno a uno spettacolo allucinogeno che li distrarrà permettendo il passaggio oltre il confine. Secondo la giuria “fornisce un’efficace ed ambiziosa istantanea di un tema doloroso come l’immigrazione, che pur svelando un’ambientazione lontana, riesce a restituire con lievità personaggi e situazioni abilmente scritti. Una scommessa su cui rischiare con intensa curiosità”.

Claudia Fiume

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