Home Cultura Tornano le Api: al bando gli insetticidi in Italia

Tornano le Api: al bando gli insetticidi in Italia

Lo scenario un po’ apocalittico è quello racchiuso nella frase di Einstain, secondo cui «se le api scomparissero dalla terra all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita». Uno scenario che in qualche modo era stato immaginato anche nel cartoon della Dreamworks, «Bee Movie», dove le api non scomparivano ma semplicemente smettavano di fare il loro lavoro, ovvero impollinare, decretando la rapida scomparsa di fiori e piante (e di conseguenza di ossigeno). E i dati sulla riduzione della popolazione mondiale di api avevano iniziato a far parlare di vera e propria emergenza.

Ma la moria delle api, che ha fatto perdere nel 2008 il 50 per cento della popolazione degli alveari in Italia, si e’ arrestata. L’arresto sembra avvenuto in coincidenza con la messa al bando dei neonicotinoidi, insetticidi chimici utilizzati in agricoltura per la concia dei semi di mais. In un anno, la percentuale si e’ ridotta drasticamente all’8 per cento. Nel 2009 ci sono state solo 3 segnalazioni di morie contro le 185 del 2008. Legambiente, insieme a Unaapi e alle altre associazioni di apicoltori Toscani, insieme a quelle degli agricoltori come la CIA, hanno lottato lungamente segnalanto al Ministero l’emergenza e la necessità di sospendere immediatamente l’utilizzo di quei pesticidi che più pesantemente contribuiscono all’ecatombe degli alveari .

Sono i neonicotinoidi, trattamenti chimici utilizzati per la concia delle sementi, la principale insidia per gli alveari. Le api si intossicano per contatto diretto attraversando le nubi chimiche nei periodi in cui è utilizzato il pesticida (durante la semina e/o la bottinatura) o per ingestione, quando raccolgono nettare, acqua o pollini contaminati con il veleno entrato in circolo nella linfa delle piante. I prodotti “incriminati” sono gli insetticidi sistemici neurotossici utilizzati in nebulizzazione e soprattutto nel trattamento conciante delle sementi o del suolo. I numeri per l’Italia sono inequivocabili: nel 2008 ci sono state 185 segnalazioni, proprio nella stagione maidicola e nei territori vocati alla coltivazione del mais, da parte di apicoltori che avevano perduto parte dei loro alveari, nel 2009 solo 3. A partire dal 2006, anno in cui per la prima volta venivano segnalate morie, secondo l’Unaapi, l’Unione nazionale apicoltori, e’ stato arrecato un danno al settore agricolo di 2,6 miliardi di euro, per mancata impollinazione di frutta e verdura e provocato il dimezzamento del fatturato per i 50 mila apicoltori italiani. Gli insetti impollinatori sono la colonna portante della catena biologica sul nostro pianeta. Molti paesi del vecchio continente sono arrivati prima di noi, la Francia, che rimane il primo paese europeo produttore di mais, ha messo al bando da tempo i pesticidi ritenuti responsabili della moria delle api; recentemente e senza troppi indugi la stessa Germania (paese di provenienza di molti di questi insetticidi chimici) e la Slovenia hanno deciso di sospendere l’uso delle molecole incriminate perchè hanno riscontrato una spaventosa impennata dei decessi in conseguenza ai trattamenti con gli agrofarmaci.

Eleonora Teti