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Turchia, 16enne sepolta viva dai parenti: aveva troppi amici maschi

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La fossa dove è stato ritrovato il corpo della giovane turca

Ankara

. L’agenzia di stampa turca Anadolu, ha riportato una notizia aghiacciante, che ha dell’incredibile, ma che purtroppo si è rivelata vera: una ragazzina di 16 anni è stata sepolta viva dai parenti per «lavare» l’onore, in quanto la famiglia non era contenta che lei frequentasse amici maschi. Il fatto è successo a Katha, piccolo villaggio ubicato nella provincia di Adiyaman, nell’Anatolia sud-orientale.  

La messa a morte di Medine Memi, questo era il nome della sfortunata ragazzina, è stata decisa nell’ambito di un “consiglio di famiglia”, composto dai membri anziani del nucleo familiare, per lavare l’onta causata dalla ragazzina a causa delle sue frequentazioni maschili. Alcuni mesi fa Medine si era recata dalla polizia per denunciare le percosse subite dal nonno sempre a causa delle sue amicizie maschili. Denuncia rimasta lettera morta.

Infatti proprio il nonno, coadiuvato dal padre della ragazza, ha scavato nel giardino di casa, dietro il recinto dei polli, una buca profonda due metri, dove vi hanno calato dentro Medine con le mani legate ma assolutamente cosciente.
Poi i parenti per mascherare l’omicidio avevano provveduto a denunciare la scomparsa da casa della giovane.

Una fonte anomima ha però rivelato alla Polizia dove scavare per liberare il cadavere. Il medico legale ha riferito che il corpo della giovane «è stato ritrovato in posizione seduta in una fossa profonda due metri e gli esami hanno rivelato la presenza di terra nei polmoni e nello stomaco e sotto le unghie, cosa che dimostra che è stata sepolta viva». Anche il  responsabile dell’Istituto di Medicina legale della città a maggioranza curda di Malatya ha confermato che “secondo i nostri esami, la ragazza non aveva lividi sul corpo o tracce di narcotico o veleno nel sangue, quindi era viva e del tutto cosciente quando è stata seppellita». Per l’omicidio sono stati arrestati il padre e il nonno, che sono attualmente in attesa di giudizio.

Durante l’ interrogatorio, il padre avrebbe ammesso che la famiglia era scontenta del fatto che la ragazza frequentasse amici maschi.
Anche la madre, che ha altri otto figli, è stata inizialmente arrestata e poi rilasciata.

Ancora oggi nel 2010 i delitti “d’onore” sono una piaga che affligge la Turchia, nonostante il governo abbia inasprito le pene per i responsabili di questo genere di crimine. Nel sud-est curdo della Turchia, il delitto d’onore viene attuato, quando il consiglio di famiglia decide di uccidere un parente di sesso femminile che ha infangato l’onore della famiglia, di solito a causa di una relazione extra-coniugale, ma è un fatto strano che in questo caso, sia stato decretato solo perché una donna parla con dei maschi.

Stando a un rapporto presentato lo scorso anno ad Istanbul da John Austin, membro britannico dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in Turchia almeno una persona a settimana è vittima di un delitto d’onore. E in tutto il Paese nel quinquennio 2003-2007 i morti per questo crimine sono stati oltre 1.100. 
Certamente questi sono numeri che complicano il processo di adesione della Turchia all’Unione Europea.

Valeria Panzeri

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