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Addiopizzo: strada difficile, i negozi non denunciano più

Addiopizzo è un’iniziativa importantissima, destinata a combattere il sistema ignobile che regola il commercio in Sicilia: se vuoi lavorare, in tranquillità, devi pagare… e non si tratta delle dovute ed usuali tasse da versare allo Stato.
419 gli imprenditori e i commercianti palermitani che hanno aderito alla campagna, quaranta adesioni negli ultimi sei mesi tra cui quella esemplare della libreria Feltrinelli.

Daniele Marannano, uno dei principali fautori del movimento, in occasione della presentazione della guida contenente la lista dei commercianti aderenti ha precisato «La strada dell´antiracket appare tutta in salita, una consistente fetta degli operatori economici di questa città continua a pagare il pizzo e dunque a finanziare l´attività di Cosa nostra. E le denunce si sono fermate».

Prosegue Marannano: «Mancano le prestigiose boutique e le attività commerciali di via Libertà e di via Ruggero Settimo. Sono assenze pesanti, perché finiscono col sovraesporre gravemente chi invece ha scelto una posizione chiara contro il racket».

Manca un appoggio concreto da parte delle associazioni di categoria, quali Confcommercio, Confesercenti, Cna: nessun iscritto ad una di questi gruppi ha dato la propria adesione al progetto Addiopizzo.  «Ci troviamo a lavorare in condizioni di solitudine e isolamento. Ci risulta, addirittura, che sottobanco Confcommercio abbia addirittura dato chiara indicazione ai propri iscritti di non aderire ad Addiopizzo».

Pronta la replica da parte del presidente di Confcommercio, Roberto Helg: «Non è nel nostro stile il boicottaggio e neppure la contrapposizione. Ho sempre riconosciuto, sin dall´inizio, l´importanza del lavoro di Addiopizzo. Ci sta bene chi lavora sul palcoscenico, ma noi preferiamo lavorare in silenzio, e il nostro metodo ha il riconoscimento della magistratura e di tutte le autorità che si occupano di questi temi».

La lotta al racket pare giunta ad un importante e cruciale bivio. Chi oggi vuole denunciare non è più solo, può godere dell’appoggio di una rete consolidata di dichiaratamente oppositori del pizzo. Ma un maggior coinvolgimento a tutto tondo, che unisca anche le forze delle associazioni di categoria, potrebbe dare un ulteriore slancio ad un progetto tanto coraggioso quanto vitale per la vita economica dell’isola.

Valeria Panzeri