Casini a Berlusconi: basta con gli spot

A commentare le esternazioni di Silvio Berlusconi ci aveva già pensato ieri, ma il leader centrista Pier Ferdinando Casini ha voluto “raddoppiare” il proprio intervento sull’argomento che ha infuocato il week end politco. A proposito delle dichiarazioni rese ieri dal presidente del Consiglio (che ha sbandierato i suoi successi in materia economica, rinfrescando – tra le altre cose – alla platea di Cassano Magnago l’abolizione dell’Ici) Casini ha oggi aggiunto: “E’ difficile commentare un abbassamento delle tasse che non c’è mai stato“.

“E’ il solito spot – ha continuato il leader dell’Udc – mentre noi lanciamo una proposta seria e concreta: abolire gli studi di settore che sono stati pensati in una fase di espansione economica e ora non solo sono inutili, ma anche dannosi. Berlusconi faccia questo e lasci perdere gli spot – ha concluso Casini – su cose che non esistono”.

Osservazioni lucide e severe da parte dell’ex presidente della Camera che prende le distanze dalle dichiarazioni “mediatiche” del premier e suggerisce una via all’insegna del rigore. E insistendo sulla linea d’attacco, argomenta così la volontà del suo partito di non cementare alleanze con la Lega. “Noi, al Nord – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa – siamo impegnati a costruire una diga di contenimento contro lo sconfinamento della Lega“.

Un’ulteriore conferma dei rapporti tesi tra lo scudo crociato e il Carroccio. Parole, quelle pronuciate da Casini, che rimarcano le tante dichiarazioni rese anche dai leghisti con a capo il Senatur, Umberto Bossi, che non troppo tempo addietro tuonava: “Non c’è spazio per alleanze con l‘Udc al di sopra del Po“. Un divieto d’accesso che adesso il leader centrista ribalta in un completo disinteressamento da parte del suo partito.

“Se si vuole far saltare in aria il bipolarismo – ha continuato Casini nel suo ragionamento – si deve ballare da soli. Persino di Pietro si rende conto che la posizione dell’Italia dei Valori è sterile e non porta da nessuna parte”. Per l’ex presidente della Camera, insomma, è fondamentale procedere in solitaria e verificare le condizioni di apparentamento variabile di regione in regione. Una politica che i detrattori liquidano come “doppio fornismo”, ma che il leader dell’Udc preferisce raccontare come strenua battaglia al sistema dei due poli.  

Maria Saporito