Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Ignazio Marino: L’Udc con noi c’entra poco

Ignazio Marino: L’Udc con noi c’entra poco

L’uscita ufficiale è avvenuta ieri. Ignazio Marino, il senatore chirurgo del Pd ha festeggiato ad Orvieto la nascita di “Cambia l’Italia”, la nuova rete politica che – all’interno del Pd – intende fiancheggiare la corrente “maggioritaria” guidata da Bersani e l’Area democratica animata da Dario Franceschini.

Una terza via che il senatore Marino vuole indicare con chiarezza, senza nascondere le posizioni “disobbedienti” rispetto alla dirigenza partitica. Soprattutto per quanto riguarda le alleanze. “Non è un segreto per nessuno – ha iniziato – che Pierluigi Bersani consideri strategica l’alleanza con l’Udc. Quello che però non è chiaro è il motivo per cui riponga una così grande fiducia in un partito con cui abbiamo poco in comune“.

” Basti pensare – ha continuato Marino – alla laicità dello Stato, all’uguaglianza dei diritti, ai temi ambientali. Per non parlare della posizione sulla giustizia, sulla legge sul legittimo impedimento, in cui l’Udc è quanto meno ambiguo“.

”Siamo tutti preoccupati – ha aggiunto il senatore del Pd – per la deriva antidemocratica che il nostro Paese sta vivendo a causa di un presidente del Consiglio che piega ai propri interessi e ai propri problemi ogni attività del governo e del Parlamento e tuttavia non può essere questo l’unico collante che tiene insieme un’alleanza. Guardiamo piuttosto – ha evidenziato Marino – a ciò che sta avvenendo nel Lazio con la candidatura di Emma Bonino: grande entusiasmo, molte persone che si stanno riavvicinando alla politica, nuove idee e nuovo modo di fare la campagna elettorale coinvolgendo tutti”.

Presenti in sala la stessa Emma Bonino e il segretario del Pd che ha avuto modo di rispondere alle “stoccate” di Marino. “Con un’Italia che sta attraversando una pericolosa curvatura autoritaria – ha detto – e con un Parlamento ridotto a votificio di provvedimenti del governo non possiamo metterci a fare i distinguo. So bene quel che ci divide dall’Udc, ma di fronte ai rischi che corre la democrazia italiana io tutti quelli che non sono d’accordo con quel che sta succedendo li vado a cercare, e lavoro per accorciare le distanze. Questa – ha concluso Bersani – è la sfida, e non si può banalizzarla con minuzie”.

Completa sintonia, invece, sulla scelta di sostenere la Bonino nel Lazio. “Ci abbiamo messo due secondi a convergere su Emma – ha spiegato ancora Bersani – e lei va alla grandissima”. La sensazione è, insomma, che l’aspirante governatrice del Lazio rappresenti al momento uno dei pochi punti di convergenza tra Marino e il segretario del Pd.

“Chiediamo maggior ascolto e coinvolgimento – ha proseguito il senatore, animatore di “Cambia l’Italia” – e mi domando come possa essere plurale un partito se in segreteria, che è l’organismo dove si prendono le decisioni, non è rappresentata la componente che per noi è la più innovatrice. Rischiamo di diventare un partito generalista, come la Rai – ha aggiunto, buttandola sul televisivo – mentre poi la gente guarda i programmi Sky perché hanno caratteristiche più specifiche

“A mio modo di vedere – ha continuato Marino – è  proprio il Lazio il vero laboratorio politico della sinistra. Noi lavoriamo per allargare le alleanze, ma crediamo vadano recuperate le molte forze di sinistra che oggi non sono rappresentate in Parlamento e credo che, insieme all’Idv, possono contribuire non solo a fare opposizione al governo Berlusconi – ha concluso – ma anche costruire una valida e concreta alternativa per il futuro del nostro Paese”.

Maria Saporito