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Il G7 cancella il debito di Haiti

Quasi un mese è trascorso dal devastante terremoto che ha sconquassato la piccola repubblica centroamericana di Haiti e la situazione è ancora altamente drammatica, con gravi difficoltà a gestire i soccorsi, a far arrivare gli aiuti e ad evitare sciacallaggi e soprusi.

Haiti era una nazione poverissima anche prima del terremoto che l’ha travolta lo scorso 12 gennaio e ora il Paese non è assolutamente in grado di potersi risollevare senza aiuti esterni, che – fortunatamente – continuano ad arrivare ogni giorno, nonostante le condizioni critiche.

Oltre all’immensa crisi umanitaria, Haiti è messa alle strette dalle difficoltà economiche che impediscono al governo di gestire le importanti spese collaterali presenti nella ricostruzione del Paese distrutto dal sisma.

Gli aiuti finanziari sono importantissimi e sono fondamentali per la ricostruzione, ma da soli non bastano e i Paesi del G7 – Canada, Stati Uniti,Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Giappone – riuniti per il summit tenutosi a Iqaluit, nel nord del Canada, hanno deciso di cancellare i debiti bilaterali che avevano con la sfortunatissima repubblica.

Quasi 1,2 miliardi di dollari di debiti sono stati cancellati ancor prima del terremoto e ora rimane un debito di circa 890 milioni di dollari, il 41% dovuto alla Banca Inter-Americana per lo Sviluppo e il 27% alla Banca Mondiale; proprio per questo  l’Unione Europea, la Banca Inter-Americana per lo Sviluppo, la Banca mondiale, l’IMF e altre organizzazioni non governative erano presenti alle trattative.

I Paesi fuori dal G7 con i quali Haiti ha debiti consistenti sono Venezuela e Taiwan, i quali sono stati incoraggiati dal G7 a cancellare il debito, anche se secondo alcune fonti il presidente venezuelano Hugo Chavez aveva già fatto sapere lo scorso 26 gennaio che avrebbe cancellato i 265 milioni di dollari di debito di Haiti.

Ma Ying-jeou, presidente di Taiwan, ha invece smentito il fatto di aver acconsentito a cancellare il debito, in quanto è impossibilitato a farlo, dato che Haiti deve i soldi ad istituti bancari privati; il presidente ha però aggiunto che avrebbe lavorato con il ministro dell’economia su una soluzione per ridurre il debito.

Cancellare il debito di Haiti è un grande passo avanti per la ricostruzione di questo povero Paese che deve cercare di rimettersi in piedi e ripartire con le proprie gambe.

Come ha detto il Primo Ministro inglese Gordon Brown, “è giusto che una nazione che è sepolta dalle macerie non sia anche sepolta dai debiti“.

Sebastiano Destri