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Iran lancia una nuova sfida per l’arricchimento dell’uranio

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Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad

Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha chiesto al capo dell’agenzia nazionale per il nucleare di iniziare l’arricchimento dell’uranio al 20%.

 

Ieri l’Occidente aveva espresso forti dubbi all’annuncio che il Paese avrebbe accettato un accordo per lo scambio di combustibile atomico.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea avevano detto di non essere convinti, e che l’Iran avrebbe dovuto fare un’offerta significativa, oppure sarebbe andato incontro a nuove sanzioni.

La comunità internazionale teme che l’Iran stia provando a sviluppare armi atomiche.
Ma Teheran insiste nell’affermare che il suo programma è assolutamente pacifico.
Il nucleare per usi civili necessita di uranio arricchito al 3%, mentre serve quello al 90% per la costruzione di ordigni bellici.

Ahmadinejad ha fatto l’annuncio sulla televisione di Stato iraniana.
“Avevo detto di lasciare loro (le potenze occidentali) due o tre mesi e che, se non avessero accettato, avremmo iniziato noi stessi“, ha detto in un discorso trasmesso in diretta.
“Adesso Dr. (Alì Akbar) Salehi, inizi a produrre quello al 20% con le centrifughe”, ha detto il Presidente, rivolgendosi al capo dell’agenzia nucleare iraniana, che sedeva tra il pubblico, in un impianto per la tecnologia laser a Teheran.
Ma ha aggiunto: “Le porte del dialogo sono ancora aperte“.

Gli Iraniani vogliono fornire urano altamente arricchito ad un loro reattore sperimentale, in seguito alla rottura dell’accordo internazionale che avrebbe assicurato carburante per il suo utilizzo.
Ma alcuni analisti occidentali dicono che l’Iran non possiede le conoscenze per produrlo, e la comunità internazionale teme che questo possa essere un nuovo passo verso la creazione di materiale bellico.
Si tratta probabilmente di un atto provocatorio, che renderà però più difficili i negoziati, dicono i corrispondenti occidentali in Iran.

Venerdì, il ministro degli Esteri iraniano Manouchehr Mottaki aveva detto, ad un convegno sulla sicurezza a Monaco di Baviera, che un accordo avrebbe potuto essere raggiunto “in un futuro non tanto remoto“.
Ma il segretario della Difesa degli USA ha detto: “Non ho la sensazione che siamo vicini ad un’intesa”.

Ivan Rocchi