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Lo sport e gli sportivi si stringono dopo la morte di Franco Ballerini

 

Nella foto Franco Ballerini con l'amico Paolo Bettini

Franco Ballerini se n’è andato questa mattina, a soli 45 anni, a causa di un incidente durante un rally al quale partecipava in qualità di co-pilota.
Sport e sportivi si sono stretti nel cordoglio, mostrando sgomento e vicinanza alla famiglia del ex ciclista, nonché CT della nazionale ciclistica italiana.

Ecco le parole di alcuni importanti personaggi, così come riportate sul sito della Federazione ciclistica italiana.

Così Gianni Petrucci, presidente del Coni: «Sono sgomento. Franco era una persona straordinaria sotto tutti gli aspetti: non era solo un grande ct, era anche un grande amico. E questo non sempre succede tra dirigenti e tecnici. Non solo il mondo del ciclismo, ma tutto lo sport piange ora una grande persona. Di lui ho tanti ricordi, ma un’immagine adesso mi torna incessantemente agli occhio: io che alle Olimpiadi di Atene vengo lanciato in aria da Ballerini dopo la vittoria di Bettini, nel primo giorno di gara dei Giochi».

Renato di Rocco, presidente Fci, è visibilmente scosso. Ieri aveva fatto colazione con Franco: « E’ una perdita enorme, un vuoto per noi incolmabile. Ma sarebbe riduttivo pensare a Franco solo come un ct. Era parte integrante del nostro sistema. Era bravo a fare squadra, anche al di fuori del suo ruolo. Ci siamo lasciati ieri, a riedere e scherzare come sempre. Per me era uno di famiglia, era come un figlio. Anche in questo hobby, quello del rally, era sempre prudente: del resto era un ragazzo moderato, non mangiava mai tanto, non beveva». E ancora: «Grande comunicatore, ci consola, in questo momento di dolore immenso, il fatto che lascia una grande eredità. Il profilo futuro del ciclismo azzurro Franco lo ha già disegnato».

Commoventi le parole del grande amico Paolo Bettini, tra i primi ad accorrere all’ospedale di Prato: «Ho perso un grande amico, anzi un fratello. Ballerini ha rischiato la vita mille volte in corsa. Correva la Roubaix senza casco, si buttava in discesa sulle strade delle Dolomiti e non ha mai avuto problemi. Il destino lo ha preso ora in un momento di divertimento in cui coltivava la sua passione per i motori. E’ stato lui ad avvicinarmi al mondo dei rally. Se c’era una cosa a cui Franco teneva era la sicurezza. Mai un azzardo».

Valeria Panzeri