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Ucraina: ballottaggio tra Yanukovych e Tymoshenko

Non sembra più tanto favorita la bionda Julija Volodymyrivna Tymošenko, membra del partito Blocco Julija Tymošenko e primo ministro ucraino dal 24 gennaio all’8 settembre 2005 e poi rieletta il 18 dicembre 2007.

Ha fatto il suo ultimo discorso, prima del ballottaggio di oggi, ma il clima, in questa nera crisi economica, è bel diverso da quello durante la Rivoluzione Arancione del 2004, quando era a capo di un movimento pro-occidentale e anti-Cremlino.

Era la speranza per il Paese di costruire una propria identità democratica indipendente, scrollandosi di dosso il fardello del passato di Repubblica Sovietica e guardando verso occidente, con la speranza di entrare nell’Unione Europea e di arrivare ad una stabilità economica tanto agognata.

Ma l’economia è stagnante, la crisi ha colpito tutti e molti elettori sono sempre meno convinti che la Tymoshenko sia la soluzione ideale per risollevare il Paese dalla crisi e, come è spesso il caso in situazioni simili, si pensa sempre che cambiando le facce al potere si possano cambiare drasticamente le cose.

“Il mio obiettivo in politica dal primo giorno è stato, e sarà, quello di dare all’Ucraina la possibilità di radicarsi fermamente nel mondo come un reale, competitivo e indipendente stato europeo”, ha detto durante l’ultimo appassionato discorso.

“Vi chiedo in questi giorni finali di aiutare l’Ucraina, e me, di aiutare tutti coloro che si sono erti a difendere l’Ucraina. Chiedo a voi, persone che hanno a cuore l’anima dell’Ucraina, che vogliono preservare il cuore, lo spirito e la fede del nostro Paese per le future generazioni, di difenderlo, per favore!”

La storia politica della Tymoshenko è ricca di cambiamenti di alleanze e quando partì in politica aveva i capelli neri e parlava russo, come la maggior parte della popolazione dell’Ucraina dell’est. Man mano che salì di prestigio diventò filo occidentale e paladina della lingua ucraina, parlata nella parte ovest del Paese. Ora ha promesso che sistemerà i rapporti con la Russia e ha anche fatto i complimenti al premier Putin.

Numerose le critiche che piovono sulla grintosa politica cinquantenne, impegnata a tentare di ricoprire la distanza che la separa dall’avversario Yanukovich, un ex primo ministro che vinse le elezioni fraudulente che scatenarono la rivoluzione arancione. Durante la sua candidatura, il dinosauro filo-sovietico si è presentato con un volto nuovo, più moderno, più indipendente dal Cremlino rispetto al passato.

Durante la campagna ha duramente attaccato il ruolo della Tymoshenko nel governo, incolpandola di tutti i problemi economici e politici che il Paese sta affrontando.

La Tymoshenko ha definito Yanukovich una stupida pedina dell’oligarchia Ucraina e, dopo il suo rifiuto di partecipare ad un dibattito contro di lei, si è presentata sola davanti alle telecamere e gli ha dato del codardo. In seguito l’avversario ha risposto definendola una “bugiarda abituale”.

Oggi il ballottaggio deciderà le sorti di questa lotta politica, una battaglia di voti non solo tra due candidati, ma tra l’est e l’ovest del Paese, tra chi parla ucraino e chi parla russo, tra chi guarda verso l’Unione Europea e chi guarda verso la Russia.

Una battaglia di un popolo diviso.

Il grosso problema è che il popolo ucraino è stanco della situazione e potrebbe decidere di non votare, soprattutto visto che lo stesso Presidente, Yushchenko, ex alleato della Tymoshenko, si è rivolto al pubblico invitandolo a votare “contro tutti”, una sorta di scheda bianca volta ad annullare l’esito delle elezioni.

Ora non rimane che aspettare.

Segue il video, in inglese, della tv Russia Today, che mostra, tra le varie cose, la protesta di alcune ragazze ucraine a seno nudo nella sede dove ha votato Yanukovych. Tra le frasi che si leggono, una – in particolare – ha una forza inquetante: “il conto alla rovescia per la guerra inizia ora”.

Sebastiano Destri