Un accordo che unisce Serbia e Toscana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:25

E’ stata siglata lo scorso 5 febbraio, dall’assessore regionale Enrico Rossi e dal ministro serbo alla salute, Tomica Milosavljevic, una collaborazione sul modello sanitario tra Toscana e Serbia.

La Serbia infatti vorrebbe apprendere le tecniche mediche italiane , interessata primariamente a quelle riguardanti i trapianti, con l’auspicio di poter poi introdurre nel paese, l’intero modello organizzativo toscano.

Si partirà con la chirurgia anche pediatrica, i trapianti di organi e tessuti e del midollo osseo, ma potrebbe non essere finita qui, visto che sono inoltre previsti scambi di specialisti e docenti, nonché la formazione nei settori della microchirurgia, della chirurgia micro-invasiva e laparoscopica.

Ma anche per la Toscana l’accordo potrebbe risultare vantaggioso, in quanto si prospetta la possibilità futura per lo staff medico italiano, di poter prendere parte alla realizzazione di progetti in comune,  e di poter condividere informazioni ed esperienze.

Il ministro Milosaljevic ha espresso “gratitudine nei confronti della regione Toscana, in particolare per il protocollo di stamani, che amplia la nostra collaborazione, sia nell’ambito della chirurgia nelle sue espressioni più moderne, sia dal punto di vista istituzionale. La salute è l’aspetto più importante per i cittadini, se vogliamo garantire uno sviluppo sostenibile“.

L’idea nata tre anni fa si è trasformata in accordo grazie all’impegno prima, dell’avvocato Leandro Chiarelli console onorario della Repubblica di Serbia a Firenze, e successivamente attraverso la collaborazione dell’ambasciatrice e medico serba a Roma.

L’assessore alla salute della Toscana Enrico Rossi afferma che  “la firma di questo protocollo è l’inizio di una collaborazione tra sanità serba e sanità toscana. Noi metteremo i nostri servizi sanitari di eccellenza al servizio delle urgenze che potrebbero verificarsi in Serbia.

L’accordo che abbiamo siglato stamani rientra nel quadro dell’impegno della Regione Toscana di collaborazione con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, per rinsaldare anche i legami culturali“.

g.



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