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Al via ad Haiti una campagna di vaccinazione

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A quasi un mese dal terribile terremoto che è costato la vita a più di 200.000 haitiani, le ONG e gli organismi internazionali della salute organizzano le prime campagne di vaccinazione per evitare il propagarsi di malattie tra i terremotati.

Una di queste campagne, rivolta a circa 140.000 persone, è iniziata proprio oggi ad Haiti,  organizzata dal Ministero della Salute del paese, dal Fondo delle Nazioni Uniti per l’Infanzia (UNICEF) e dall’organizzazione Panamericana della Salute (OPS).

La Federazione Internazionale della Croce Rocca (FICR) ha detto che si aspetta di poter vaccinare l’80% dei destinatari di questa campagna di salute pubblica, grazie al lavoro di più di 100 persone, la maggior parte delle quali sono volontari della Croce Rossa di Haiti. La campagna comincerà dalla capitale, dato che si crede che a Porto Principe vi è una possibilità più elevata di contrarre un’infezione. Proprio questo lunedì spera di poter vaccinare a circa 1800 persone in un’accampamento situato sulla via dell’antico aeroporto di Porto Principe, dove vivono circa 30.000 persone. Il coordinatore della FICR ad Haiti, Richard Munz, ha segnalato che “vaccineremo la popolazione, principalmente contro il morbillo, ma anche contro la difterite e il tetano“, aggiungendo, inoltre, che queste persone “riceveranno anche vitamina A come parte del trattamento”.

La campagna durerà due settimane e si  concentrerà fondamentalmente su cento persone che, in seguito al terremoto, vivono in un accampamento.” Anche se le loro condizioni stanno migliorando lentamente, la situazione continua ad essere grave. Sarà un lungo viaggio fino alla recuperazione completa. Salvaguardare la salute dei terremotati è un passo fondamentale in questo momento di emergenza”, ha spiegato Munz.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO) da parte sua ha cominciato un piano di emergenza per pulire i canali di irrigazione nei dintorni di Leogane, epicentro del terremoto, con l’obiettivo di salvare le coltivazioni di mais e di fagioli. L’organismo dell’ONU ha assicurato aver consegnato denaro e strumenti manuali alle associazioni dei contadini per dare inizio ai lavori di risanamento.

Annastella Palasciano