Arrestata filippina: operava irregolarmente a casa sua

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:28
Esercitava abusivamente la professione medica di chirurgo estetico nel proprio appartamento in via Vittoria Colonna. Per questo è stata denunciata ai sensi dell’articolo 348 del codice penale, per esercizio abusivo della professione, dagli agenti del Nucleo Radiomobile della Polizia Locale una filippina regolare di 57 anni, alla quale è stato posto sotto sequestro lo pseudo-ambulatorio e svariati medicinali e strumenti, tra cui quelli usati per interventi di lifting”.
Ne da notizia il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
L’indagine ha preso il via a Milano, a seguito della segnalazione di alcuni cittadini, così la Polizia del quartiere ha perquisito l’appartamento “ambulatorio” della donna.
All’interno erano presenti diversi tipologie di strumenti e medicinali ad uso medico ed estetico, tra i quali anche quelli utilizzati per il lifting.
Ad incastrare la donna filippina sarebbe stata la presenza di una paziente appena sottoposta ad un’intervento al viso.
La pratica irregolare di questi interventi è assai pericolosa e purtroppo ancora frequente nel nostro paese, i medici raccomandano continuamente di affidarsi a professionisti seri e competenti.
La speranza del miglioramento porta molte donne ad affidarsi a cialtroni e pericolosi medici improvvisati che provocano anche danni irreparabili.
Non e’ la prima volta che a Milano vengono scoperte case trasformate da extracomunitari in ospedali.

Una parte della comunità straniera nel nostro paese, preferisce ancora affidarsi a loro connazionali per la cura delle malattie, non importa il grado di competenza essi abbiano.
La ricerca di medici a buon mercato risulta assai difficile da comprendere, in un paese come l’Italia, che per quanto se ne dica, ha un sistema sanitario accessibile a tutti.
Certo la chirurgia estetica presenta costi dispendiosi, ma il problema sembra essere assai più ampio, visto che nel nostro paese, vengono effettuati addirittura aborti clandestini , quando negli ospedali qualunque donna può interrompere una gravidanza o partorire ed abbandonare il suo piccolo nel completo anonimato.
E’ ancora lunga la strada verso un’integrazione medica, che guarda ai vantaggi delle varie medicine ormai presenti nel nostro territorio ricco di diversità culturali.
g.

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