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Calcio, Ibra ci va giù duro: “Con l’Inter impossibile vincere in Europa”

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L’Inter va a gonfie vele in campionato, e pare difficile che qualcuno possa fermare la trionfale marcia verso lo scudetto del club di Massimo Moratti. In Europa però è risaputo che la società di via Durini arranca e non poco, sia con l’ex tecnico Roberto Mancini che con lo special one Josè Mourinho, attuale tecnico nerazzurro. A sottolineare questo aspetto, senza troppi peli sulla lingua, c’ha pensato niente di meno che il grande ex Zlatan Ibrahimovic, campione del mondo con il Barcellona dei record di Pep Guardiola.

Il Barcellona ha vinto titoli che nell’Inter sarebbero stati impossibili come la Supercoppa d’Europa o il Mondiale per Club-afferma lo svedese-. Mi piace molto la mentalità di qui: vai ad allenarti e vedi Xavi, Iniesta, Messi e tutti gli altri che stanno già giocando con la palla. In Italia aspettavi che uscisse l’allenatore chiacchierando, seduto sulla panchina. Qui sono quasi come i bambini quando escono dalla scuola. Sono sicuro che se un giorno li chiamassero al telefono di notte per andare a fare una partitella, verrebbero tutti. Non solo hanno voglia di giocare, ma si divertono.”

Ibra poi parla anche della differenza di pressioni, che in Italia si fa sentire tantissimo: “In Italia puoi stare anche 80 minuti senza toccare una palla, ma poi te ne arriva una che sai di non poter sbagliare perchè ti giudicheranno per quella. Al Barcellona si gioca soprattutto per divertire la gente, più che per vincere”.

Il numero 9 del Barca ne ha anche per Capello e Mourinho, ed esalta Guardiola: “Sono stato invitato a cena da Guardiola per sapere se io e la mia famiglia ci fossimo ambientati. E’ la prima volta che mi succede nella mia carriera, e queste cose ti fanno sentire l’allenatore più vicino. Molti in Italia hanno voluto imitare Guardiola(si riferisce a Ferrara), ma non è così facile perchè lui pensa come un calciatore e partecipa molto agli allenamenti. E poi non dà ordini ma istruisce. Capello o Mourinho non erano così attivi e ti insegnavano le cose alla lavagna”.

 

Antonio Pellegrino

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