Calcio, Real Madrid – Kakà tranquillizza i tifosi: “Nessuna pubalgia, sto bene”

Ricardo Izecson dos Santos Leite, detto Kakà, 27 anni

Nessuna pubalgia cronica, il Milan non ha rifilato al Real Madrid alcun ‘pacco’. E’ questo, in sintesi, il discorso che emerge dalla conferenza stampa che ha visto per protagonista Kakà, al centro di speculazioni giornalistiche sul suo stato di salute. Era stato in particolare il quotidiano spagnolo Marca, nei giorni scorsi, ad avanzare questa ipotesi, scatenando le ire di Adriano Galliani, che aveva ricordato come l’ultimo periodo al Milan del fuoriclasse brasiliano fosse stato invece molto brillante proprio dal punto di vista fisico.

“Possiamo chiudere il discorso sulla pubalgia. Non ho questo problema. Chi dice il contrario, dice una menzogna”. Chiaro e lapidario il concetto espresso da Kakà per fugare ogni dubbio. “Posso giocare tutte le partite. La mia presenza in campo contro l’Espanyol mette fine a tutte queste chiacchiere infondate che sono venute fuori la scorsa settimana”.

Nell’ultima gara di campionato, infatti, il gioiello brasiliano si è reso protagonista di un ottima prestazione, mettendo anche la propria firma con un gol sul 3-0 con il quale si è imposto il Real Madrid. La pubalgia che lo aveva fermato a novembre sembra dunque essere superata: “Sto migliorando continuamente. Il mio problema principale è la condizione fisica. Non stavo come avrei voluto e ora sto tornando a fare ciò che mi piace in campo. Prima non stavo bene”.

“In Brasile e in Italia hanno parlato molto della mia condizione fisica, dicendo che non sarei tornato a giocare in buone condizioni, e questo non è vero –  spiega ancora Kakà -. E’ una speculazione menzognera quanto è stato creato la settimana scorsa dicendo che ho un problema cronico”.

“Oggi – ribadisce il brasiliano – la mia condizione è migliore e posso fare le cose che mi piacciono in campo; ho più mobilità e posso giocare dietro gli attaccanti come amo fare. Il Real Madrid sta giocando bene, ha fatto buone partite e si sta dando progressivamente un’identità di gioco”.

Pier Francesco Caracciolo